a cura di Giuseppe De Angelis

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Dopo la quinta edizione del festival CortoperScelta, Giuseppe De Angelis ha intervistato Gianni Quilici, presidente della Giuria e direttore della rivista dell’Unione Italiana dei Circoli del Cinema La linea dell’occhio. Un intervista molto interessante che aiuta a tracciare un’esauriente panoramica sull’ultima edizione del festival.

Gianni Quilici (Lucca, 1948). Intellettuale poliedrico nel panorama culturale lucchese. Curatore del libro 50 anni del Circolo del cinema di Lucca (Emmedi, Lucca, 1999), autore del libro collettivo di fotosuggestioni Lucca che vive (Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca, 2001). Attualmente è direttore responsabile della rivista cinematografica La linea dell’occhio (periodico del Circolo del Cinema di Lucca in collaborazione con l’Unione Italiana dei Circoli del Cinema). Dal 2005 al 2007 è stato Presidente di giuria a CortoperScelta.
Critico cinematografico, fotografo, poeta… Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio il suo giudizio (sicuramente non scontato) sul festival. Vediamo cosa ne pensa.

In qualità di presidente di giuria hai avuto modo di analizzare le opere in concorso per ognuna delle tre sezioni. Ora vorresti tracciare un quadro più generale del festival, comprese le sezioni collaterali?
Beh, per i film in competizione il livello di quest’anno era forse superiore a quello degli anni precedenti con una sorpresa: la qualità della sezione CortoMarche.
Per il resto notevole l’omaggio al montenegrino Momir Matovic, che fa risuonare la realtà che rappresenta nel suo silenzio. Nei video di César Meneghetti e Elisabetta Pandimiglio mi ha colpito il modo con cui l’inchiesta viene accelerata, frantumata, deformata, violentata da un montaggio frenetico e visionario, che crea una “cosa” nuova. Vivi sono anche i corti dei Fluid Video Crew, perché c’è una ricerca, a volte riuscita, tra il tipo di rappresentazione (riti e ambienti antichi o post-moderni) e il linguaggio utilizzato. Non ho visto, ahimè, gli esordi di Olmi, mentre tra i fuori concorso mi ha colpito l’abilità registica di Samuele Gottardello in These boots are made for walking (però questi titoli inglesi!) e mi diverte sempre moltissimo Che cerchi nel grano? di Massimiliano Sbrolla.

Hai trovato punti d’incontro tra sezioni competitive e non?
Il punto d’incontro è stato il cinema, il buon cinema. Film di vario livello naturalmente, ma tutti (più o meno) con una loro necessità espressiva.

Sempre fuori dalle sezioni competitive: vota e motiva un corto su tutti!
Premesso che non ho potuto vedere tutti i film in programmazione, dovessi sceglierne uno direi Il margine della vita di Momir Matovic, perché il regista ti fa entrare dentro (facendoti però stare anche fuori) la vita di una vecchia, la sua fatica quotidiana, i suoi tempi di vita, in un paesaggio e nei suoi suoni, che acquistano, con naturalezza, forza simbolica. Tutto è autentico, vivo, vibrante, anche se non succede apparentemente nulla.

Che giudizio dai alla programmazione delle proiezioni?
Indovinata: avete saputo calibrare il cinema più pensante con quello più leggero, così come Dante Albanesi ha saputo calibrare i suoi interventi con le immagini. Insomma un buon montaggio!

E all’organizzazione?
Buona, sia per le locandine che ho visto diffuse, girando quei giorni per i paesi; sia per le proiezioni, scorrevoli, senza intoppi.

Sei alla terza esperienza come presidente di giuria di CortoperScelta, avrai perciò notato alcune linee evolutive. Vuoi parlarne con occhio critico esterno?
Il livello di programmazione è sempre stato alto. Quest’anno ho notato con piacere che c’è stata forse una maggiore presenza degli autori e una gran bella novità: abbinare, in due serate, il cinema con la gastronomia locale, che mi pare abbia funzionato bene.

A tuo avviso il sodalizio tra CortoperScelta e La linea dell’occhio sta dando buoni frutti? Credi che ci sia un reciproco dare e avere in chiave di visibilità?
Non c’è dubbio. La linea dell’occhio ha una sua visibilità, arrivando a 2000-3000 persone tra critici, registi, associazioni e appassionati del cinema; CortoperScelta fa conoscere la rivista a un territorio specifico e ad alcuni tra i più interessanti registi emergenti.

Nel catalogo 2007 hai scritto un articolo chiamato “CortoperScelta 2008”, quasi come se il tuo sguardo fosse proiettato già verso obiettivi futuri. A questo punto ti chiedo un’idea o una proposta secca per CortoperScelta 2008.
Mi butto! Vedo due problemi. Il primo e più importante: maggiori finanziamenti da parte delle istituzioni, cosa che presuppone forse un allargamento almeno ad un grosso Comune della costa. Questo permetterebbe forse più inviti, più incontri, più visibilità, maggiori possibilità di programmazione.
Il secondo: un rafforzamento dell’Associazione Arancia Meccanica o comunque dell’organizzazione, capace di sostenere un Festival più grande e ambizioso.
Ma anche così va bene. CortoperScelta è un piccolo (come dimensione), ma grande (come spessore) festival, che ha una sua originalità e necessità, che non può morire.