Ecco il primo capitolo della rubrica “Corti d’autore, nella quale verranno presentati alcuni grandi cortometraggi che hanno già fatto la storia del cinema. Nella rubrica ci sarà spazio anche per nuovi registi, autori di opere strepitose, che sono ancora relegate al solo circuito dei festival.
La recensione che segue è di Gianni Quilici

 

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I corti di Nanni Moretti sono poesia. Lo era Il giorno della prima di Close up, lo è questo.
Perché sa giungere al cuore. Non di colpo. Progressivamente, per accumulo di situazioni. Le emozioni, in questo caso, non sono la fiction, ma il documentario.
I protagonisti sono, infatti, i titolari di una vecchia farmacia di New York, i Gardini, di origine italiana, ed i loro clienti. E’ l’ultimo giorno di (s)vendita ed è anche la festa d’addio. L’indomani questa farmacia, presente nel quartiere da oltre cinquant’anni, verrà distrutta.
Moretti registra questa giornata, in cui i proprietari e giovani e vecchi clienti ricordano e si abbracciano, con ironia e affetto. Ecco, dalle loro parole, emergere, insieme a ritratti anche eccentrici, una storia di sentimenti, una comune appartenenza, che la farmacia con la sua storia bene ha simbolizzato.
Le immagini iniziali e finali della demolizione del palazzo per far posto ad un grattacielo diventano così, implicitamente, un pugno allo stomaco nei confronti di quel microcosmo vivo, che festeggia tra il dolente e, come contrappunto, il divertito, la memoria della farmacia, che da domani sarà cancellata e che è già nostalgia; in qualche caso, dolore.
Moretti filma questo contrasto con asciuttezza, senza alcuna ridondanza, se non quella di una colonna sonora sobriamente nostalgica, lo fa parlare, lo cattura anche visivamente, lo taglia al momento giusto e lo alleggerisce, facendolo diventare racconto, emozione, cinema.
Impossibile non vedere The Last Customer anche come un apologo. Infatti New York, che è stata colpita e ferita, proprio nel suo centro più simbolico, è però anche il luogo che perennemente si autodistrugge, certo per rinnovarsi , ma anche perdendo la sua memoria, come il corto di Moretti ben rappresenta. Un apologo, che, anche perché molto implicito e lieve, rende forse nel suo fondo l’atto di accusa ancora più violento.
Un amico diceva: “Che ci vuole a fare un film così!”
Pensavo con Brecht: “La semplicità che è difficile a farsi” e spesso a capirsi.

Gianni Quilici
pubblicato in La linea dell’occhio n. 48. Primavera 2004.
The Last Customer (L’ultimo cliente) di Nanni Moretti.
Italia 2003. Durata: 23′.

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SEGNALAZIONE:
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