di Gianni Quilici

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In questo corto Nanni Moretti risponde praticamente e poeticamente ad una domanda, che potrebbe essere: “Come dovrebbe essere una sala che ama il cinema e i suoi spettatori?”.
Moretti è l’esercente del “Nuovo Sacher” -come nella realtà è- che consiglia la cassiera al telefono, controlla la qualità dei panini, l’ordine in cui sono disposti nella libreria i giovani scrittori italiani; è lo stesso che sale frettolosamente le scale fino alla saletta di proiezione per aggiustare “un capellino” la messa a fuoco; è infine lo stesso che apre la tenda della sala e ci offre un’immagine di Close Up di Kiarostami, velocemente, ma abbastanza per rivelarci la sua struggente poesia.
Film sociologico e poetico. Pensoso e leggero. La leggerezza dell'(auto)ironia. E’ un film non solo sui film, ma sul cinema come produzione, distribuzione,esercizio. E’ una dichiarazione d’amore per il cinema di poesia contro il cinema commerciale. Un film, infine, in cui la leggerezza è pari alla sua profondità. Se non si coglie la profondità, però, non si apprezza la leggerezza.

 

Il giorno della prima di Close Up di e con Nanni Moretti
Italia 1996. Durata: 7′
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SACHER FILM

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