Archive for dicembre, 2007

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Ping Pong: i grandi prodigi dell’uomo

L’oscuro personaggio pongista è Enrico De Angelis!

e ora una breve pausa per il nostro blog. Arrivederci a gennaio 2008.
Buon Anno a tutti!!
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video from BAIKcinema & Visioni Proibite

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Corti d’Autore: capitolo 4. “Due Uomini e un armadio” di Roman Polanski

di Gianni Quilici

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Immaginiamo di aver visto questo corto nel 1958 a Bruxelles o a San Francisco in due Festival, in cui otterrà importanti riconoscimenti. Che cosa avremmo pensato?Forse avremmo avuto la stessa impressione che già provammo qualche anno fa: di trovarci di fronte ad un piccolo capolavoro [piccolo per la dimensione temporale: 15 minuti].E però, diversamente da qualche anno fa, ci saremmo certamente chiesti:” Ma chi è questo regista?”Avremmo forse memorizzato il nome accattivante: “Roman Polanski”; l’età: soltanto 21 anni e saremmo forse rimasti ancora più stupiti nel sapere della sua presenza nel film nella particina del teppistello vigliacco, che sferra, protetto dal gruppo, una gragnola di pugni a uno dei due uomini. Stupiti, perché Polanski sembra ancora più giovane dei suoi 21 anni, quasi un minorenne.Invece già in Due uomini e un armadio (egli) dimostra una maturità di pensiero e di regia, che non solo regge il tempo, ma che lo fa essere oggi (questo cortometraggio), in questa congiuntura storica, sicuramente più comprensibile. Non è un caso.Torniamo un attimo indietro, facendoci aiutare dal libro autobiografico dello stesso Polanski (1).In quegli anni P. è un allievo della (famosa) Scuola di Lodz e ha appena realizzato un corto provocatorio (per quei tempi) Rompiamo la festa ( Rorbijemy Zabawe, 1958), punito dai responsabili della Scuola con una dura “ammenda cinematografica”: fare un film supplementare, che P. girerà, infatti, durante le vacanze: Due uomini e un armadio, appunto.Polanski, comunque, ha già le idee chiare (e pertinenti) sulle peculiarità che un cortometraggio deve contenere.Primo: essere “essenziale, senza dialogo(2)”. Secondo: essere semplice, perché, come dichiara “più siete semplici, più voi siete complicati al tempo stesso, ma in modo più profondo, non superficiale”(3).Ci riesce? Sì, diciamo la parola: genialmente. Continue Reading »

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Zidane, un portrait du 21e siècle

di Giuseppe De Angelis

in campo sei solo

Zinedine Zidane

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Zidane. Un portrair du 21e siecle di Philippe Parreno e Douglas Gordon non è fiction, è un po’ documentario estremo, a tratti è videoarte, è un ibrido, è cinema nuovo e vero. 90 minuti di gioco in mezzo ai fatti del mondo e della storia, dove il gioco passa in secondo piano, dove in primo piano ci sono movenze e pensieri di un grande campione. Un’insolita produzione franco-islandese che ha destato l’interesse di critici in tutto il mondo per l’unicità e la sperimentazione concettuale. Complessivamente il film sembra un esercizio tecnico-stilistico: primi piani, campi lunghissimi, particolari, dissolvenze, voce in/e fuori campo, sonoro in presa diretta e accompagnamento musicale elettronico.
Un ritratto del calcio mai visto, del calcio dentro il catino strabordante di folla, solitudine, attesa, scatti vani. Nel campo un uomo serio e solo che corre poco, ma che come un direttore d’orchestra dirige i giochi e si accerta che tutto proceda come lui già sa. Strano e affascinante è questo film, che con 19 telecamere, segue durante un’intera partita, un solo personaggio: Zinédine Zidane. Osservando quest’uomo si dimentica presto di assistere a un match di calcio, prende piede lo sport vivo, lo sport lontano dal blaterare dei commentatori ma vicino al piccolo trotto, agli sguardi, alle frasi sussurrate da questo introverso campione. Visto così il calcio ci può anche insegnare qualcosa.
Zidane è certamente tra i campioni più controversi della storia del calcio. Condannato in eterno ad essere ricordato più per una testata che per i suoi straordinari gesti atletici, per i suoi movimenti da giudoka palla al piede, per la sua capacità di far scomparire la palla e poi farla riapparire altrove, magari in fondo alla rete… Nel film tutti questi elementi sono contenuti. In una sola partita sembra concentrato tutto ciò che l’uomo e lo sportivo è, nel bene e nel male, con il suo strano modo di muoversi per il campo assorto in un silenzio oscuro, con i suoi lampi di genio ma anche di follia… la grande condanna dei veri geni.
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IN LIBRERIA

ZIDANE. Un ritratto del XXI secolo

Pubblicato da Feltrinelli. Collana Real Cinema

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DVD + Libro in cofanetto indivisibile
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IL TRAILER ORIGINALE

Buona Visione!

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Heart Tango

di Giuseppe De Angelis

Nel cuore di una donna ci sono tanti cuori. Ognuno batte a un ritmo diverso

Heart Tango di Gabriele Muccino, il cortometraggio entra nei grandi canali di diffusione commerciale. Il cortometraggio come forma di pubblicità (non è la prima volta) per una nota marca di maglieria intima. Per la riuscita due sono gli elementi fondamentali: il regista noto e Muccino lo è (nonostante il flop de La ricerca della felicità), un Sex Symbol, quello c’è, Monica Bellucci. Fare dell’icona della bellezza italiana sette donne e sette cuori, ognuno che batte a un ritmo diverso, è il modo migliore per confezionare un prodotto pronto per la vendita. La pubblicità oggi ha abbattuto le barriere televisive e ciò è indizio che web e case di produzione cinematografiche, intuendo il veloce mutare dei tempi, si siano uniti alla ricerca di nuove strategie per conquistare pubblico e fette di mercato. Rispetto alla precedente esperienza della pirellifilm.com, il risultato è sicuramente migliore. La sensualità e l’istrionismo della Bellucci fanno buon gioco per alzare le quote di questo film breve povero di grandi concetti… il fine ultimo (pubblicità) ne è la causa principale. La riuscita risulta però efficace grazie a lei, un’attrice di altri tempi che riesce a cambiare muta con facilità impressionante. La Bellucci ricorda molto le “femme fatale” della “belle époque” del cinema: i grandi anni sessanta delle grandi Grace Kelly, Rita Haworth, Anita Ekberg, Silvana Mangano, Sofia Loren

Cliccando nel banner che segue si potrà accedere alla versione integrale

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dopo la visione si apre il sondaggio dell’anno.

Quale Monica Bellucci preferite?

l’inafferrabile, la passionale, l’indecisa, la curiosa, l’aggressiva, la mamma, la premurosa