8 Marzo 2008. 100 anni di festa della donna.
dedicato a tutte le donne e alla loro immortale femminilità…

Triangolo noire tra i più famosi nella storia del cinema, Gilda racconta della fatalità di una donna amata da due uomini uniti nell’amicizia e nel lavoro: Johnny Farrell (Glenn Ford) e Ballin Mundson (George Macready). Inarrivabile dark lady, Gilda (Rita Hayworth) è sensuale e innocente, rappresenta il trionfo del corpo femminile sugli schermi, costruito sull’ambiguità del piacere. Sulle note di Put the Blame on Mame, in uno dei balletti più famosi della storia del cinema, lo spettatore odierno è portato a immaginare uno spogliarello molto più audace e ardito, ma nel 1946 osare in quel modo con il corpo femminile era cosa insolita, ai limiti del “Codice Hayes” che a quei tempi imperava con atti di censura che costringevano i registi a ripensare le inquadrature di intere sequenze. Il proibito in questo caso viene quasi svelato per induzione dalla macchina da presa con qualche controcampo. Un semplice trucco di regia usato per mostrare tutte le fantasie dell’uomo stregato da tanta bellezza, sia vista che immaginata. A tanta sensualità fa da contraltare la fragilità di Gilda, straziata dall’amore impossibile che prova per Johnny. In questo menage a trois lo stretto rapporto tra i Johnny e Ballin rappresenta una delle punte più alte del cinema noire, che molto spesso si è avvicinato a tali soglie di masochismo, ma che mai era riuscito a esprimere con tanta abilità.

Giuseppe De Angelis

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la donna è come un bastone con la lama retrattile: ha l’aria di essere una cosa e sotto i tuoi occhi ne diventa un’altra
Johnny Farrel in Gilda, Charles Vidor (1946)

Gida manifesto