Premio linea dell’Occhio a CortoperScelta 2008“Viviamo le nostre vite credendo di migliorare noi stessi, quando forse nasciamo per vivere finalmente le nostre imperfezioni”. SilviaDeGennaro.

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La critica di Silvia De Gennaro alla società contemporanea è sottile, dolce e segue un percorso a ritroso. Non attacca ferocemente il fenomeno dei reality partendo da essi, anzi, da questi prende solo in prestito il linguaggio di un provino. Venire al mondo oggi è il naturale passaggio per essere tassello della società dei “Reality”. Per la De Gennaro la vita è intesa come “Reality” delle anime, che fuggono dalla monotonia eterna e dall’anonimato cui sono condannate.
L’efficacia del messaggio scaturisce dall’apparente semplicità delle tecniche che la video artista impiega, in quanto si avvale
soltanto di un primo piano fisso: volto di bambina (la sua anima) con ali da angelo, che fluttuando in un limbo prenatale, attende la definitiva consacrazione alla celebrità della vita terrena. Il monologo, che ansiosamente e in modo imbarazzato pronuncia, è il provino da superare per essere concepita e selezionata nella “Reality vita”. Usa la combinazione di diversi linguaggi. Musica ossessiva da pubblicità progresso anni ottanta, voci fuori campo, disturbi sonori e visivi, manipolazione vocale, immagini scosse da movimenti di macchina; così Silvia De Gennaro ripropone con straordinaria efficacia e originalità le ansie di lunghe attese per il concepimento nella vita. Suoni e disturbo vocale filtrano il non visto, svelando l’origine della strada che seguirà l’anima per venire al mondo. La perdita finale delle ali e il ritorno alla fase germinale preparano la prescelta, o selezionata, alla breve terrena e banale, ma pur sempre emozionante imperfezione della vita.

Peppe De Angelis