Già nei primi anni ottanta il genio di Tim Burton è definito e maturo. Lo stile narrativo gotico-onirico, oggi il suo marchio, è ben consolidato in Vincent (1982), uno dei suoi primi cortometraggi. Burton racconta in cinque minuti una storia sospesa tra fiabesco e grottesco intrisa di spunti e citazioni della letteratura horror americana (Edgar Allan Poe). Vicent Malloy è un bambino perbenino dalle straordinarie capacità intellettive e doti artistiche, che vuole però somigliare a Vincent Price, attore e scrittore statunitense, celebre per dizione e istrionismo, qualità che lo hanno contraddistinto in una serie di film thriller, noir e horror degli anni quaranta, principalmente diretti da Roger Corman.
In orridi antri, per meglio sognare, con rettili e topi vorrebbe abitare. Con loro vivrebbe incredibili orrori sentendosi preda di ghiacci sudori, vagare vorrebbe, in tenebra oscura sfidando pericoli senza paura… [cit. dal film]
Il cortometraggio fonda le basi sul singolare rapporto tra Burton e Price, del tutto simile a quello tra Ed Wood e Bela Lugosi, rispettivamente noti come il peggior regista al mondo e il divo horror degli anni trenta divenuto famoso grazie a Dracula di Tod Browning. Questo piccolo episodio nello sconfinato universo delle stelle di Hollywood, con il quale il regista a modo suo si rispecchia, lo ispirerà in seguito per la realizzazione del film Ed Wood nel 1994 interpretato da Johnny Depp.

Peppe De Angelis