Archive for gennaio, 2009

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Muto di BLU recensione

Primo Premio CortoperScelta 2008 sezione CortoItalia

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Come definirlo? Un cortometraggio, una video-performance, un documentario urbano, un cartone animato… A voler essere complessi, potremmo chiamarlo “stop-motion applicata alla street art”. 1° premio ex-aequo a CortoperScelta 2008, Muto è uno dei corti più sensazionali degli ultimi anni. Il suo autore (ormai noto a livello internazionale) si fa chiamare “Blu”, uno pseudonimo come tutti gli artisti di strada. Muto è il “racconto” di una irripetibile impresa consumata lungo i muri delle città di Baden (Germania) e di Buenos Aires (il passaggio da una all’altra è impercettibile). C’è del metodo nella sua follia: Blu compone il suo graffito alla parete, lo filma per il necessario venticinquesimo di secondo, poi modifica la figura quel tanto che basta per dare l’illusione del movimento, la filma ancora, quindi torna a dipingere… e così via per sette incredibili minuti. La tecnica è appunto quella gloriosa del “passo-uno”, solo che al posto di pupazzi tridimensionali Blu utilizza dei disegni, creando letteralmente “pittura cinetica”. Come se Walt Disney avesse concepito tutta Cenerentola in un unico foglio, infinitamente ricancellato. Prigioniero di un corpo collettivo quotidianamente nutrito di passanti, automobili, marciapiedi, spazzatura e ostacoli vari, intonaci scrostati e afflitti da insegne, manifesti, scritte e sempre nuovi disegni, Muto racconta con lucido sarcasmo la crescita e la morte, l’eterna ansia di mangiare/mutare di una creatura mai appagata del proprio aspetto, che striscia sui muri come un fantasma, che assume la forma dell’architettura che la ingabbia: un omino bianco dal contorno nero che si fa strada attraverso crepe, soffitti, botole, nell’assurdo desiderio di sopravvivere alla propria inevitabile cancellazione. Accompagnati dalla puntuale musica concreta di Andrea Martignoni, si parte in Europa con una mano che sfila via un mattone, si chiude in America con un angoscioso teschio nero sbranato dalle formiche.Tra i due estremi, secoli di arte fagocitati quasi con sprezzo: Basquiat e Goya, Bruno Bozzetto e Lucio Fontana, Chagall e Bacon, fino al Sisifo di Marcell Jankovics. Certo, Blu sa essere anche altro, come nel disturbante Child (2005), dove una tenerissima creatura nasce nell’uovo di una confezione da sei, per scendere lungo l’esofago di un anonimo consumatore. Ma Muto è il vero e proprio manifesto della sua arte: una smisurata dichiarazione d’amore per il cinema, per tutto ciò che il cinema può divorare.

Dante Albanesi
pubblicato su “La linea dell’occhio” n. 60 – (Autunno, 2008)
www.lalineadellocchio.it

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La Linea dell’Occhio n. 60

LUCCA. Torna la “Linea dell’occhio” il periodico cinematografico del Circolo del Cinema di Lucca. E’ stato pubblicato il n. 60, dopo le numerose traversie occorse che ne hanno impedito il regolare piano editoriale.

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Il numero ha in copertina Paul Newman con una poesia di Susanna Pellis dedicata alla memoria del grande divo.

Questo numero è caratterizzato da tre percorsi

Uno speciale dedicato al ’68 “perché se ne può ancora parlare dopo 40 anni” con un editoriale di Gianni Quilici e interventi su film, registi, attori che meglio lo caratterizzarono: da Godard a Pasolini, da Antonioni a Ferreri, da Philippe Garrel a Oshima, da Bellocchio ai Beatles, da Lou Castel a Pierre Clementi; un incontro (inedito) di Beniamino Biondi con Ingmar Bergman; una serie di brevi saggi di Erika Ponti su Werner Herzog e uno di Riccardo dalle Luche sul rapporto cinema-letteratura in L’uomo che amava le donne di Truffaut. Non mancano naturalmente le recensione ai film e ai libri, il fondino di Mario Rocchi e note sull’ultimo festival di Venezia. Nella consueta pagellina si afferma come migliore film, scelto dalla redazione Redacted  di Brian De Palma, presentato a Venezia, ma non distribuito in Italia. Alla sesta edizione di CortoperScelta sono dedicate due pagine: una premessa generale e poi articoli sui film vincitori; Muto recensito da Dante Albanesi, La memoria dei cani da Maddalena Ferrari, Reality da Peppe De Angelis, Resistencia da Gianni Quilici, infine nuovamente Dante Albanesi che analizza “I mondi personali di Daniele Carrer” il giovane regista trevigiano omaggiato dal festival del cinema breve.

Da oggi La linea dell’occhio è anche on-line
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