a cura di Peppe De Angelis

 

Alberto Girotto (Treviso, 1989). Regista, operatore, montatore video. Ha studiato presso la “Libera Università del Cinema di Roma”.
Francesco Montagner (Treviso, 1989). Regista. Laurea in economia e mangement presso l’università degli Studi di Trento. Attualmente studia Directind Documentary presso la FAMU International Prague.

Il loro esordio alla regia è di quelli destinati a lasciare il segno. Con coraggio, a nemmeno 25 anni, si sono cimentati nella realizzazione di Animata Resistenza, documentario prodotto e realizzato dalla sezione ChorusOut di Fucina del Corāgo, che racconta la vita del regista Simone Massi. A settembre sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Simone è un “Animatore Resistente”. Realizza i suoi film con la tecnica del “passo uno”, disegnando ogni singolo fotogramma, nella sua casa di campagna a Pergola. E’ autore di alcuni capolavori del cinema d’animazione mondiale: Animo resistente, Dell’ammazzare il maiale (David di Donatello 2012), La memoria dei cani,  Nuvole e maniTengo la posizione.

da sinistra Alberto Girotto e Francesco Montagner

INTERVISTA

Ho conosciuto Alberto e Francesco in una delle mie sporadiche visite a casa di Simone e Julia, nell’aprile del 2013. Da quando viviamo a poco meno di 30 minuti di distanza ci vediamo pochissimo, io e Simone. I due hanno vissuto per qualche settimana da loro e in quei giorni stavano lavorando ad Animata resistenza. In quella umile casa, che custodisce un tesoro artistico e umano inestimabile, ho scoperto altre due persone splendide. L’uno taciturno (Alberto), l’altro (Francesco) un fiume in piena, voglioso di raccontare al mondo le sue passioni, i suoi modelli, le sue ispirazioni. Mi ha parlato per mezz’ora di Werner Herzog e dei suoi studi su Apocalisse nel deserto. Abbiamo parlato di tantissime cose, con la promessa che saremmo rimasti in contatto e in effetti è stato così.

In occasione del loro imminente esordio alla Mostra del Cinema di Venezia, ho voluto intervistarli. In un certo modo ho voluto esordire anche io. è la prima volta che faccio un’intervista al buio, senza vedere prima il film e devo dire che la cosa mi ha divertito molto.

Prima parte. Gli aspetti tecnici

SOGGETTO
Com’è nata l’idea di un documentario con un artista tanto riservato e intimo? Come si è evoluta l’idea iniziale? Cosa si è perso per strada e cosa rimpiangete di non aver fatto?

Alberto Girotto: L’idea è nata grazie a Francesco. Aveva conosciuto Simone ad un festival di animazione a Venezia e li gli chiese se avrebbe potuto fare un documentario su di lui. Successivamente Francesco mi chiese di realizzare questo film con lui.
Alberto Girotto e Francesco Montagner: Abbiamo studiato i lavori di Simone, ci siamo interessati al Simone uomo e siamo rimasti affascinati dal suo modo di essere, dalla sua determinazione e dal suo rifiuto nell’accettare compromessi. Poi abbiamo scritto una piccola sceneggiatura, una linea guida di domande, scene da realizzare, ambientazioni e l’ordine in cui disporre i film di Simone durante il nostro film. La cosa che forse più rimpiangiamo è di non aver avuto qualcuno che ci aiutasse nella presa diretta dell’audio. Alla fine ce la siamo “cavata”, ma due braccia e una mente in più avrebbero fatto più che comodo. Qualcosa nel montaggio si è perso, abbiamo dovuto tagliare delle scene a parer nostro molto belle alle quali avevamo riservato molto tempo e molto lavoro. Ma per il bene del film e del montaggio era ed è materiale che avrebbe probabilmente appesantito o distratto.

LUNGOMETRAGGIO
Esordire a 25 anni con un lungometraggio, per giunta in un campo minato come il documentario. Perché una scelta tanto audace, è più semplice di quanto si crede fare cinema?

A.G. Credo che la frase “esordire a venticinque anni con un lungometraggio” spieghi già abbastanza. Siamo molto giovani e quindi abbiamo ancora molto da imparare e conoscere.
Siamo molto orgogliosi del risultato, soprattutto perché in questo modo avremo la possibilità di mostrare a molte persone un lavoro che ci ha impegnato molto tempo, un film ha cui crediamo molto. Siamo molto felici che in primis Simone ci abbia dato la possibilità di realizzare questo suo ritratto. Credo che Simone meriti veramente un film su di lui e speriamo che questo nostro nostro lavoro possa rendergli onore.
F.M. Viviamo in un periodo storico particolare per la storia del cinema. Fare cinema non è più un privilegio di pochi. Realizzare un film, anche a 25 anni, è diventato una cosa possibile per tanti, specialmente un documentario, ma non per questo motivo facile. La maggior disponibilità di mezzi è un vantaggio, ma ci vogliono anche conoscenze e molta determinazione. Continue Reading »