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#MARCHEINADAY. Sfida all’ultimo scatto

Perché un blog di cinema breve e documentario
parla oggi di Instagram e instagramers?

Perché la fotografia è la particella minima del cinema.
E perché questa è l’occasione giusta per farlo.
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Domenica 29 Marzo 2015 si svolgerà “Marche in a Day”, una sfida a suon di scatti, ideata da Instagramers Marche, che vede coinvolte tutte le community provinciali delle Marche (Instagramers Piceni, Instagramers AnconaInstagramers Fermo, Instagramers Pesaro e Urbino, Instagramers Macerata), dove tutti i marchigiani o chiunque ami le Marche è chiamato a raccontarla attraverso l’hashtag #marcheinaday.
Marche in a Day sarà dedicata alla scoperta dei capoluoghi di provincia della regione Marche ed ogni community avrà a disposizione un team di 15 Instagramers per raccontare in tempo reale le bellezze del luogo su Instagram e su Twitter. Un’idea originale che metterà in vetrina le città marchigiane sui social networks.

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Ma passiamo al Piceno, il territorio dal quale questo blog è nato. Dopo il primo Instatour organizzato da Visit Ascoli e dagli Igerspiceni ecco una nuova occasione per mostrare Ascoli Piceno su Instagram a un pubblico sempre crescente.  Il TEAM ufficiale degli @igerspiceni è dunque questo:

Annalisa Seghetti (@annalizaas), Alex Coda (@alexsenzaterra), Valentina Gagliardi (@saccodimosche), Peppe De Angelis (@omuspeppe), Amanda Roxie (@uselessmmanda), Chiara Vizzi (@yaya_vz), Federica Antonucci (@nduzz), Miro Mascitti (@mironest), Letizia Bellabarba (@tizia7), Enrico Corinti (@enricocorinti), Alessandro Fortuna (@alefortuna) e Flavia Fabiani (@flaviaflappi)

Una giuria di professionisti web e fotografi, decreterà la migliore commmunity e sarà composta da Massimiliano Polacco (Direttore ConfCommercio Marche Centrali – @maxpolacco), Ezio Totorizzo (Travel Blogger – @eziomrlifestyle), Erica Firpo (Giornalista e Instagramer americana – @ericafirpo), Antonio Amendola (Fotografo e founder di Shoot 4 Change – @antonioamendola) e Luca Conti (esperto di strategie social e web @pandemia)

CortoperScelta, Festival, Interviste, Libri, Senza categoria, Video

DOCUMENTATE resistenze. Il film, Alberto, Francesco, Simone e Venezia

di Peppe De Angelis

Animata resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto è un documentario straordinario. Poetico, non didascalico, delicato. È profondo, concepito bene nella messinscena delle interviste, che si fondono con i paesaggi e il contesto socio-antropologico, in un equilibrio perfetto tra la figura di Simone Massi e la sua grande opera artistica. Sottili i passaggi da animazione a documentario, in un mix tra realismo, nuvole, sogno.
Il suono originale di Lorenzo Danesin è un vero valore aggiunto che, come quello di Stefano Sasso nei film di Massi, ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo narrativo. La profondità del trio d’archi rappresenta appieno il lavoro intimo e raffinato di Simone. Ad aprire aprire e chiudere, due pezzi orchestrali del compositore minimalista estone Arvo Pärt, incipit e colophon di un’opera audiovisiva costruita con il tipico crescendo di un grande concerto sinfonico.
Animata resistenza è un complesso viaggio tra riflessioni storico-sociali, colline, umanità, personaggi, partigiani, il pensiero resistente di Simone, il mestiere dell’animatore e, infine, un omaggio alla sua opera. La fotografia, calda e a tratti cupa, è curata nei minimi particolari e coglie la sofferenza, le rughe dei volti, lo sguardo dell’animatore, sia perso nell’ammirare colline che assorto sulla tavola da disegno. Nel vederlo si ha spesso una sorta di disorientamento, come se dal documentario si passasse alla finzione neorealista di Giorgio Diritti, tra quelle umili terre e persone di frontiera, così vere e ferme sulla propria posizione.
Rabbiose e cupe le sequenze finali. L’ultimo estratto animato è preso da Dell’ammazzare il maiale. Nel passaggio dall’animazione al documentario si riesce a cogliere la sintesi del faticosissimo film di Massi e forse del suo pensiero resistente. È nel dolore, nell’urlo del maiale che lo tormenta, nei pensieri persi nel vuoto, nei lunghi silenzi. Emerge così la sua lotta, il suo animalismo, il suo amore per gli animali e il rifiuto della tortura verso ogni forma di essere vivente. Nel crescendo sinfonico di Pärt e nell’irrompere del temporale che penetra in un rudere abbandonato, si chiude il documentario, con un vero tocco di cinema d’autore. Prima ancora che registi, Montagner e Girotto sono appunto autori e, nell’imperversare sciatto-modernista dei filmakers, c’è forse ancora qualche barlume di speranza per il nostro cinema.

DOCUMENTARE RESISTENZE
Intervista ad Alberto Girotto e Francesco Montagner
[Seconda parte]

Qualche giorno prima dell’esordio alla Mostra del Cinema di Venezia ho intervistato gli autori di Animata resistenza, film documentario sulla vita dell’animatore resistente Simone Massi, realizzato da Francesco Montagner e Alberto Girotto.
[Leggi la prima parte di Documentare resistenze]
La precedente intervista si è chiusa con la paura e l’entusiasmo di Alberto e Francesco a pochi giorni dalla presentazione al Lido. Dopo l’accoglienza straordinaria alla Mostra, il sogno dei due giovani registi si è chiuso con il Leone, sezione Venezia Classici, per il miglior documentario sul cinema.

MONTALDO
Il 6 settembre 2014 alle 20 si apre la cerimonia di premiazione di Venezia71. La storia stava bussando alla porta, ma voi non ne eravate al corrente. Giuliano Montaldo, in qualità presidente di giuria per Venezia Classici, sale sul palco e arriva l’annuncio inatteso: Premio per il miglior documentario sul cinema ad Animata resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto. Siete in grado di descrivere l’emozione di quei momenti? Cosa si prova a essere premiati dall’autore di Sacco e Vanzetti?

Francesco Montagner. E’ stata un’emozione tanto forte che non ho saputo come reagire, quando ho sentito il nostro nome mi sono irrigidito di colpo. Già essere arrivati a Venezia da esordienti, indipendenti e giovanissimi era un grandissimo successo per noi e per la nostra associazione Fucina del Corāgo. Il risultato di un percorso lungo e complesso che ha richiesto un lavoro di un anno e mezzo. Poi riuscire pure a vincere il Leone della propria sezione è stato il realizzarsi di un sogno che fino a pochi mesi prima era impensabile e più che mai lontano dalle mie aspettative. Alla Mostra di film di qualità ce ne sono tanti e per noi era già un onore essere tra quelli, con il nostro piccolo film. Oltre a Montaldo, che stimo moltissimo (ancor di più oggi dopo averlo conosciuto di persona) mi piacerebbe incontrare quei ragazzi che hanno composto la giuria, composta da 28 laureandi italiani in Storia del Cinema, perché hanno fatto una scelta coraggiosa e “spero” sincera, premiando un documentario non convenzionale e dando credito a due giovani esordienti come noi.
Alberto Girotto é stata un’emozione grandissima, non ci saremo mai aspettati di vincere e ricevere il leone. Ci siamo impegnati molto e abbiamo creduto in questo progetto, ci abbiamo messo tutto noi stessi, ma di vincere non ce lo saremmo mai aspettati. La vittoria era già la selezione. Poi essere premiati da un autore cinematografico come Giuliano Montaldo, che ha realizzato film straordinari, stringergli la mano e sapere che il nostro film gli è piaciuto molto, è stato un sogno dal quale per fortuna non c’è stato risveglio. Di tanto in tanto penso se sia tutto reale. E’ stato un momento di gioia intensa e anche molto commovente. Per qualche secondo ho avuto un principio di svenimento quando hanno annunciato i nostri nomi. Ancora, dopo settimane, sembra impossibile.

EMOZIONE
Francesco il loquace, Alberto il taciturno. Al momento della premiazione si sono forse invertiti i ruoli? Uno dei due sembrava più emozionato dell’altro.

F.M. Verissimo! Non riuscivo ancora a crederci: nel momento in cui sono salito sul palco ho stretto la mano a Montaldo e ho fatto per ringraziarlo, ma le parole non mi sono uscite di bocca. Ero completamente frastornato, specialmente quando il pubblico della sala grande ha cominciato ad applaudirci.
A.G. Ero felicissimo, un sogno che si realizzava, un sogno che non credevo di vedere realizzato così presto. Più che un sorriso era una paresi, non riuscivo a smuoverlo. La gioia è stata immensa, non sapevo nemmeno come comportarmi sul palco.

MOSTRA DEL CINEMA
Ma la Mostra del Cinema non è stata solo la premiazione, la vostra è stata davvero una settimana
intensa al Lido. Quali sono stati i momenti salienti e come li avete affrontati?

F.M. E’ stata di sicuro una delle settimane più intense dalla fine del montaggio, sia da un punto di vista lavorativo, che emotivo ed umano. Il momento saliente è stato quando alla prima proiezione del film era presente Dilo Ceccarelli, uno dei partigiani del film, che è venuto per assistere dalle Marche (alla sua età) con un’intera delegazione, capeggiata da Angelo Verdini, presidente dell’Anpi di Arcevia che ha contribuito alla realizzazione del film mettendo a nostra disposizione la sua conoscenza storica del territorio.
A.G. Abbiamo vissuto il festival anche da cinefili come gli anni passati solo che quest’anno eravamo lì anche come cineasti. Ho visto dei film straordinari. Uno dei momenti salienti sicuramente era la visione dei film. Gli altri sono stati quando è toccato a noi presentare il documentario. Stare seduto con il pubblico che guardava il nostro film e gli applausi alla fine, stare insieme a tutti i nostri invitati entusiasti di essere lì, le prime interviste importanti dove ci chiedevano di parlare del nostro lavoro, insomma ci sono stati molti momenti salienti. Sicuramente non dimenticherò mai la tensione, poi la grande gioia che il risultato finale ci ha portato. Lo ripeto, ancora mi sembra impossibile!

Grazie Alberto e grazie Francesco per la disponibilità. Bellissimo lavorare con voi a questa duplice intervista doppia.
Ma non è ancora tutto. Ho fatto qualche domanda al protagonista di questa bellissima favola dal sapore cinematografico.

 

L’ATTESA RESISTENTE
Piccola storica intervista a Simone Massi

Silenzioso, restio e fuori dai riflettori come sempre, Simone Massi è il padre spirituale di Animata resistenza. Ha accolto per qualche settimana Francesco e Alberto nella sua casa e ha raccontato la sua vita, il suo modo di fare cinema, la sensibilità e il legame con la sua terra, le sue persone, le radici e la resistenza partigiana, ieri e oggi.
Ha realizzato un nuovo film d’animazione. L’attesa del maggio.
Quadro familiare, un bracciante e una massaia, a casa, lui con mano fermamente appoggiata al tavolo. Sono in attesa.
Simone, sospeso in un limbo bianco, giacca nera e sciarpa rossa, la sfila dal collo. E’ pronto.
Una poesia: «Lo sguardo teso e l’orecchio a cercare li ho reimparati da Julia, ma fatico a distinguerli dalle foglie. Il maggio, il  merlo si nascondono al momento del canto, non si fanno vedere.»
Capo chino, spalle alla camera, percorre e calpesta erbose colline. Il percorso del ritorno, la strada verso casa, un viaggio che parte da Nuvole, mani. L’esilio è finito.
Vento, uccelli, pioggia, una processione, una chiesa, un altare, voci, ruscelli, valige, nuvole. Il ritorno.
Simone è in piedi davanti a un tavolo.

INTERVISTA A SIMONE MASSI

SENSAZIONI
Dalla realizzazione di “piccoli” film d’animazione a soggetto di un documentario sulla tua vita. Che sensazione si prova?

Ho ottenuto molte soddisfazioni, centinaia di premi e parole che potevano stordirmi e lasciarmi a terra ma ho sempre mantenuto un certo distacco ed è stata la mia fortuna. Perché io non devo pensare a guardarmi allo specchio ma a lavorare. Un documentario su di me significa che qualcosa di buono l’ho combinata, almeno per gli autori del film, altro non mi viene in mente.

PREVISIONI
Hai conosciuto Francesco Montagner durante un festival, ti ha esposto la sua idea di realizzare un documentario su di te, poi lo hai visto entrare in casa insieme ad Alberto Girotto. Nel momento in cui hanno varcato la soglia della porta avresti mai pensato che quei due giovani registi, nemmeno un anno e mezzo dopo, avrebbero levato al cielo il Leone di Venezia71?

No, certo. Ma solo perché i miei pensieri sono sempre mirati al presente o comunque al tempo che gli sta più vicino. Nel momento in cui Francesco e Alberto sono entrati in casa ho pensato a dargli tutto quello avevo e potevo. Era una cosa nuova e c’erano tutti quegli istinti e atteggiamenti che riguardano e si riservano alle cose nuove: curiosità, attenzione, energie, fervore. Le aspettative hanno cominciato a prendere corpo soltanto a film finito, il sogno era la selezione a Venezia e credo che nessuno di noi potesse spingersi oltre. A premio ottenuto saltano fuori quelli esterni al film che se lo sentivano ma sono sciocchezze. Io alle intuizioni ci posso anche credere a patto che ci sia una base: aver partecipato al film, averlo visto, trovarsi al Lido nei giorni della Mostra…

POETICA
Ci sono momenti del documentario dove la tua poetica di regista ha preso la scena? Quali sequenze ami di più di Animata resistenza? Quelle dove emerge la tua vita, la tua etica e pensiero o quelle sul tuo cinema?

Il primo pensiero era di fare la mia parte, tutto quello che mi veniva chiesto di fare, il secondo era quello di rendermi utile come potevo e dunque sì, anche con delle idee e dei consigli. Cercando di non essere invadente perché i ruoli erano chiari e nessuno ha mai tentato di metterli in discussione. Alcune idee sono state accolte e altre no com’è giusto, alcune sono finite nel film e altre tagliate come succede. A vedermi sullo schermo mi imbarazza, e in particolare quando apro bocca. Fossi stato io il regista mi sarei tagliato fino a ridurmi a muta comparsa e avrei lasciato spazio a quel che davvero dice e commuove: le colline viste dall’alto, le ombre che si spostano sul paesaggio, i cani e le altre bestiole, gli anziani che lavorano o raccontano. Neanche a dirlo sono queste le sequenze del film che amo di più.
Delle scene in cui compaio io mi piacciono quelle dove cammino e sto zitto: sulla collina insieme a Julia, sul monte innevato insieme a un cane, davanti alla casa colonica abbandonata. E’ buona anche la scena in cui un piccione mi vola sopra la testa e sorrido.

GENESI
La genesi di Animata resistenza è stata parallela a quella del tuo ultimo film d’animazione, L’attesa del maggio. La stampa si è soffermata un po’ più sul documentario, ma Giannalberto Bendazzi, il più importante critico mondiale di cinema d’animazione, ha commentato così la tua ultima fatica: «Non mi sento di dire che è il film più bello di Simone Massi. Mi sento di dire che, secondo me, è il più bel capitolo (finora) di quel romanzo in poesia che sta sviluppando da quando fa cinema». Simili critiche ti inorgogliscono ancora come gli elogi degli esordi? E poi, cosa hai provato nel realizzare questo film in un momento tanto cruciale nella tua carriera di animatore resistente?

Come dicevo sono sempre stato impermeabile ai riconoscimenti (siano parole, premi o un documentario su di me, poco cambia) ma ciò non toglie che le parole di Bendazzi mi abbiano fatto particolarmente piacere. Anche perché Giannalberto è uno che prende parecchio sul serio il suo mestiere e non fa sconti. Fra un po’ salterà fuori qualcuno che conta meno di lui e che non sarà d’accordo e chi dirà o scriverà parole diverse ma in tutta franchezza è un pensiero che non mi toglie il sonno.
Cosa ho provato a realizzare questo film? Niente, è il mio lavoro. C’è stata fatica, tensione e pochissimo altro. Delle pressioni esterne che non ci dovevano essere e pure ci sono state: ti posso dire questo, non succederà più. Qualcuno scambia la mia educazione contadina per fesseria asinina. Può essere, ma sono stanco e il mio carico l’ho portato: è probabile che presto comincerò anch’io a tirare qualche calcio.

MAGGIO ATTESO
Cosa racconta L’attesa del maggio? Lo stile usato e la tecnica usate si legano di più al cinema delle tue origini, più onirico e bianco, o al tuo ultimo filone, più sofferto, marcato e rosso?

L’animazione nuova vuol’essere prima di tutto un ritorno a casa. Credo che il motivo più forte del film fosse appunto porre fine all’esilio di “Nuvole, mani” e fare il percorso inverso. Inizialmente il viaggio di ritorno è travagliato perché riprende e ripercorre luoghi e tematiche dei “film rossi”, ma sul finale tutto si placa e si fa leggero, ho volutamente cercato di recuperare le atmosfere di “Pittore, aereo”, il film che nel 2001 chiudeva la fase sperimentale e di ricerca cominciata a scuola e ne apriva una nuova, personale, autoriale. La stessa che ho cercato di affinare e portare avanti per tutti questi anni. Un ritorno a casa, appunto.

LIBRO
Nuvole e mani: il cinema animato di Simone Massi a cura di Fabrizio Tassi. È il secondo libro sulla tua poetica cinematografica, con allegato il documentario Animata resistenza e la raccolta di tutti i tuoi film. Stavolta è una delle più importanti case editrici indipendenti d’Italia a pubblicare, la Minimum fax. Come è nata questa nuova avventura editoriale? Cosa si prova, a soli 44 anni, ad avere due libri e un documentario che raccontano la tua vita?

Il precedente cofanetto “Poesia Bianca” di fatto non è mai stato distribuito né ristampato e nei cinque anni in cui il mio lavoro è stato legato alla Cineteca Italiana ho letteralmente contato i giorni che mi separavano dalla scadenza del contratto. Un paio di anni fa ho cominciato a muovermi, ho coinvolto Fabrizio Tassi che ha proposto il libro alle più importanti case editrici italiane. La Minimum Fax è stata la sola a rispondere positivamente e a dimostrare interesse nei confronti del mio lavoro. Due libri e un documentario su di me: sono contento, che vuoi che ti dica. Ma potrebbe anche non essere vero.

 

Peppe De Angelis
organizzatore CortoperScelta 2003-2013

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SOGNI LORO. Selezione di cinema onirico a cura di CortoperScelta

SOGNI LORO – Domenica 11 agosto 2013. ore 21.30
Museo Pietraia dei Poeti – San Benedetto del Tronto (AP)

info su www.cortoperscelta.it

Il nostro collaboratore nonché amico, Roberto Montani, ha fatto una piccola riflessione sui dieci anni di CortoperScelta in occasione della selezione di cinema onirico Sogni Loro. Lo ringraziamo e di seguito la riportiamo integralmente.

CortoperScelta sul nostro territorio ha fatto la storia.
PeppeEnrico e Dante ci hanno messo tutte le forze, tutto il cuore per farlo nascere, crescere e far diventare quello che stato sino a poco tempo fa. Un punto di riferimento a livello nazionale del cinema corto, del cortometraggio d’autore, del videoclip, dell’animazione.
La crisi di cui tanto ci riempiamo la bocca in quest’occasione ha colpito duro, mettendo in difficoltà il festival così com’era nato. Niente più fondi per la cultura e CortoperScelta ne ha pagato le conseguenze. Ma non Peppe ed Enrico.
Loro col cuore e con tutte le forze continuano a portare avanti il discorso quando ne hanno occasione, tra gli impegni e le difficoltà CortoperScelta è sempre vivo e presente.
Domenica torna al Museo Pietraia dei Poeti una serata dedicata a 5 tra i migliori videomaker di cinema breve a livello mondiale:
Ila Beka (bekafilms), Julia Gromskaya, Simone MassiCésar Meneghetti ed Elisabetta Pandimiglio.
Ho avuto la fortuna di collaborare da sempre con CortoperScelta, sin dagli esordi e anche stavolta, assieme a Peppe e al meraviglioso disegno di Simone Massi ho sfornato il poster e il materiale per la comunicazione dell’evento.
Vi si aspetta domenica sera qui » SOGNI LORO. Selezione di cinema onirico a cura di CortoperScelta

 

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Tutte le date di CortoperScelta 2011


ANTEPRIME

19 luglio. San Benedetto del Tronto (AP), Pietraia dei Poeti

29 luglio e 1° agosto. San Benedetto del Tronto, Maremoto Festival

23 agosto. Pedaso (FM), Giardino della cultura

FESTIVAL

ottobre. Massignano (AP), Centro d’Aggregazione Giovanile

ottobre. Montefiore dell’Aso (AP), Sala De Carolis


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CortoPietraia

anteprima festival del cinema breve CortoperScelta edizione 2011

Martedì 19 luglio, alle 21.00, presso il Museo Pietraia dei Poeti di San Benedetto del Tronto, appuntamento con una speciale anteprima del Festival del cinema breve CortoperScelta, ideato dall’Associazione Arancia Meccanica di Massignano e dal critico cinematografico Dante Albanesi.

Saranno proiettati una serie di cortometraggi che parteciperanno all’ottava edizione del Festival, prevista aMassignanoPedaso dal 19 al 25 agosto. In programma anche alcuni video d’arte tratti dall’archivio del festival, selezionati appositamente per omaggiare l’incantevole scenario di sculture immerse nel paesaggio, frutto del genio creativo dell’artista sambenedettese Marcello Sgattoni. Tra i titoli in programma: “Do You See Me?” di Alessandro De Cristofaro, “I mille giorni di Vito” di Elisabetta Pandimiglio, “Muto” di BLU, “Oïo” di Simon Goulet, “Spiritual Healing” di Marvin Milanese e Davide Catraro, “Videogioco” di Donato Sansone. Infine alcuni premiati dell’edizione 2010: “L’arbitro” di Paolo Zucca, “He-Helium” di Giuseppe Schettino, “TV” di Andrea Zaccariello.

Una serata speciale per CortoperScelta, che per la prima volta rientra nella programmazione estiva della Pietraia dei Poeti, il più bel museo a cielo aperto della Provincia di Ascoli Piceno.

Info su www.cortoperscelta.itwww.pietraiadeipoeti.it .

CortoperScelta 2011 – 8° festival  del cinema breve
Massignano – Pedaso – San Benedetto del Tronto

C.da Marezi, 18 – 63010 Massignano (AP)
info. Peppe De Angelis 329 20.789.49
www.cortorperscelta.it – cortoperscelta@gmail.com

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Proroga iscrizioni CortoperScelta- 15 giugno 2011

Prorogato al 15 giugno il termine delle iscrizioni per partecipare all’8° festival del cinema breve CortoperScelta, ideato dall’Associazione “Arancia Meccanica” di Massignano (AP). Il festival si svolgerà nei mesi di agosto e settembre 2011 in alcuni paesi della Provincia di Ascoli Piceno. Confermati MassignanoMontefiore dell’Aso ePedaso. Il bando di concorso e la scheda d’iscrizione sono scaricabili dal sito www.cortoperscelta.it.

PRIMO PREMIO 1000€ – SECONDO PREMIO 500€




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Il triciclo slitta di un giorno a Maremoto

Causa incertezze meteo la partecipazione del festival CortoperScelta al Maremoto Festival è slittata di un giorno: sabato 7 e domenica 8 agosto. Ci scusiamo con il pubblico, ma abbiamo preferito evitare di esporre la delicata attrezzatura del piccolo triciclo a qualche sprazzo di pioggia. Nelle prossime serate saremo in compagnia di Brunori Sas, Zen Circus, James Senese e Napoli Centrale. Grandi nomi per piccoli tricicli!

saluti, l’organizzazione. 

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il triciclo e lo zerbino

Attenti ai bambini!

Attenti ai piccoli festival!

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Googlevera

La primavera secondo Google

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disegnata da Eric Carle

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Sob_controle

Un’animazione fatta di immagini catturate in centro città, con una telecamera posizionata accanto una videocamera di sorveglianza: segni, registrazioni, tracce del controllo imposto agli individui nella società attuale.

Uma animação sobre imagens de video capturadas no centro da cidade por uma câmera posicionada próxima a uma câmera de vigilância. São desenhos-registros, rastros do controle imposto aos indivíduos na sociedade atual.

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