Interviste

Conversazione animata con Giannalberto Bendazzi

intervista di Giuseppe De Angelis

Giannalberto Bendazzi (Ravenna, 1946) è cofondatore dell’ISCA (Istituto per lo studio del cinema d’animazione). Laurea in giurisprudenza nel 1971 con tesi su Il diritto d’autore nel campo delle opere audiovisive.

Giannalberto Bendazzi

Nel 1982 è co-fondatore dell’ASIFA-Italia a Torino, sezione italiana dell’Association Internationale du Film d’Animation, ed è membro del direttivo internazionale dell’ASIFA dal 1982 al 1991. Nel 1987 è co-fondatore della Society for Animation Studies. Dal 1990 al 1992 insegna storia del cinema d’animazione all’Istituto Europeo del Design di Milano. Ha insegnato Storia del cinema d’animazione e Storia del cinema, fino al 2008, presso l’Università degli Studi di Milano. Ha tenuto corsi di specializzazione presso la Griffith University di Brisbane, Australia. Curatore e organizzatore di rassegne e retrospettive, alcune delle quali punto di riferimento internazionale per studi e approfondimenti, su Alexandre Alexeieff, Norman McLaren, Quirino Cristiani, John Halas, Guido Manuli, Osvaldo Cavandoli, Anton Gino Domeneghini, Bruno Bozzetto, Jules Engel. Ha curato altre retrospettive di più ampio raggio sul cinema d’animazione in tutto il mondo. Partecipa a congressi, convegni, tavole rotonde e seminari; riceve riconoscimenti per la sua straordinaria dedizione nel mondo dell’animazione. Autore di una ventina di pubblicazioni, tra le principali: Bruno Bozzetto: animazione primo amore, Isca (1972), Woody Allen. La Nuova Italia, (1976 e 1979), Mel Brooks: l’ultima follia di Hollywood, Il Formichiere (1970 edito inoltre in francese); Topolino e poi, Il Formichiere (1978); Woody Allen: il comico più intelligente e l’intelligenza più comica, Fabbri (poi RCS, 1984, 1987, 1989, 1991, 1995; edito inoltre in francese, inglese, tedesco, ungherese, spagnolo); Cartoons: cento anni di cinema d’animazione, Marsilio (1988 e 1992, pubblicato inoltre in francese, inglese, spagnolo, cinese e bengalese); La zuzzurellinea: Osvaldo Cavandoli e l’animazione, Incontri internazionali con gli autori di cinema d’animazione, Genova (1985); Le tour de l’animation en 84 films, Festival International du Film d’Animation, Annecy (2000).

intervista

Prof. Bendazzi, lei è certamente tra i più importanti esperti e storici del cinema d’animazione mondiale. Mi tracci una panoramica sullo stato dell’arte in Italia.
Viviamo in un Paese che sforna straordinari artisti, ma dove è necessario costruire un importante festival sul cinema d’animazione, un festival che ne tracci una panoramica completa, italiana e internazionale. Credo che sia importante la presenza di autori italiani nel comitato organizzativo, ma sono altresì fondamentali validi organizzatori, che abbiano consapevolezza della divisione dei ruoli. Il comitato d’onore dovrebbe essere dunque composto di autori, organizzatori di settore, mediatori (critici e direttori scientifici). Il mio è un sogno, o meglio un auspicio, perché l’Italia è l’unico Stato importante a non avere un suo festival di cinema d’animazione, nonostante possiamo vantare alcuni dei migliori registi mondiali: Mario Addis, Bruno Bozzetto, Roberto Catani, Mara Cerri, Enzo D’Alò, Ursula Ferrara, Simone Massi. È inoltre necessario trovare un sindaco illuminato, disponibile a dare una sede per realizzarlo. Una sede dove il festival dovrà radicarsi. Tutte le principali kermesse cinematografiche si identificano nel luogo dove nascono. Per fare un esempio cito Annecy, tra i più importanti festival del cinema d’animazione al mondo.

Crede che in Italia i registi d’animazione (e non solo) abbiano la giusta considerazione e riconoscimenti?
Osvaldo Cavandoli è un marchio italiano nel mondo. nel 1969 ebbe un’idea semplicissima, La linea, con la quale creò uno spettacolo unico che lo rese famoso, celebrato e premiato in tutto il mondo, un po’ meno – ahinoi – in Italia, se non per la parentesi pubblicitaria dei caroselli Lagostina. Nel giugno 2006 il festival di Annecy lo tributa con un omaggio alla sua opera. Arrivato in città è stato accolto con addobbi di bandiere raffiguranti La linea e con code di fan a chiedergli un autografo, insomma un vero e proprio tripudio. All’apertura del festival il direttore artistico presenta al pubblico Osvaldo, una folla impazzita di millecinquecento spettatori gli rende un’interminabile standing ovation. Nel marzo 2007 Cavandoli muore. Ai suoi funerali, a Milano, partecipano quindici persone. Questa desolante proporzione spiega benissimo la nostra considerazione per i registi d’animazione.

Osvaldo Cavandoli e la sua Linea

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Altrosogno al Lido di Venezia

Altrosogno al Lido di Venezia

Venezia, Cinema Astra, 7 settembre 2010   

 

Un video su mare memoria sanbenedettodeltronto fumetti andreapazienza oblio.

Il cortometraggio Altrosogno di Dante Albanesi raggiunge la prestigiosa passerella del Lido di Venezia, in occasione della 67° MOSTRA DEL CINEMA. Uno straordinario risultato per un corto totalmente autoprodotto, che non ha usufruito di alcun finanziamento pubblico.

La proiezione, nell’ambito della rassegna Venice Film Meeting, si svolgerà martedì 7 settembre, ore 16.00 circa, presso il Cinema Astra, Lido di Venezia.

Altrosogno è stato girato sulla spiaggia di San Benedetto del Tronto con una troupe ridottissima, composta dal protagonista Stefano Pompei, dal regista Dante Albanesi e dagli aiutoregisti Enrico e Giuseppe De Angelis del festival del cinema breve CortoperScelta.

Vincitore del Primo Premio al VideoConcorso Francesco Pasinetti di Venezia (giugno 2010), Altrosogno è una favola su “mare, memoria, fumetti, oblio” e un omaggio al grande fumettista sambenedettese Andrea Pazienza, a poco più di vent’anni dalla sua scomparsa (1956-1988).

Il Venice Film Meeting è curato da Roberto Ellero e Noemi Battistuzzo del Venice Film Commission.

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Non chiediamo un cinema in centro città

Una piccola aula multimediale dove riproporre nuovi incontri, presentazioni, rassegne, seminari, workshop. Ecco cosa chiediamo. La fortunata presentazione di giovedì 22 aprile del volume “Poesia bianca: il cinema di Simone Massi“, tenutasi presso la Biblioteca “G. Lesca” di San Benedetto del Tronto (AP) non vuol essere un episodio isolato. Le aulette multimediali della bella biblioteca sambenedettese reclamano attività, un utilizzo continuativo e duraturo, noi avremmo i mezzi necessari per farlo.

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da sinistra: Enrico De Angelis, Roberto Della Torre, Simone Massi, Dante Albanesi, Giuseppe De Angelis (foto ©AdrianoCellini)

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La Poesia Bianca di Simone Massi apre CortoperScelta 2010

CortoperScelta, in collaborazione con la Biblioteca multimediale “G.Lesca” di San Benedetto del Tronto, apre il festival 2010 presentando il grande autore di animazione marchigiano e il nuovo libro dedicato alla sua opera.

presentazione
Poesia Bianca: il cinema di Simone Massi a cura di Roberto Della Torre
22 Aprile, ore 17.30 – San Benedetto del Tronto (AP)
Biblioteca multimediale Giuseppe Lesca
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Torna CortoperScelta: appuntamenti da luglio a settembre

 

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PROGRAMMA DI MASSIMA

LUGLIO 2010, PEDASO [data in via di definizione]
presso la Galleria Marcantoni: il corto incontra l’arte

20 AGOSTO 2010, MASSIGNANO
presentazione libro Dietro l’obiettivo un uomo di Claudio Speranza
a seguire presentazione settima edizione del festival

10-11 SETTEMBRE 2010, MASSIGNANO
Opere in concorso e sezioni collaterali

17-18 SETTEMBRE 2010, MONTEFIORE DELL’ASO
Opere in concorso e sezioni collaterali

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Videogioco di Milkyeyes

Videogioco è un piccolo esempio di come oggi si potrebbe fare cinema. Donato Sansone (Milkyeyes) realizza corti cortissimi, senza filtri né tempi morti. Carta, tante pieghe, pastelli e una mano come avanguardia di montaggio. Basta poco a lui per realizzare un video. Risate e urla da Talk Show o Sit Com da sfondo a scene splatter condite di sangue e sesso. Basta ancora meno, a Sansone, per divertirsi e far divertire l’occhio che guarda… durante due velocissimi minuti. gda.

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This is not a Love Story. Valzer con Bashir


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Valzer con Bashir. Film autobiografico del regista e sceneggiatore Ari Folman che ripercorre le tappe del conflitto israelo-libanese nel 1982.
Grafic novel & Docu-fiction, è la difficile definizione di genere del film shock 2008. Vincitore di numerosi premi (Golden Globe e Oscar) Valzer con Bashir è un gioiello di 87 minuti che affronta una delle pagine più oscure della storia del conflitto medio-orientale. Il regista era presente in Libano nel 1982, il giorno del massacro di Sabra e Shatila, ovvero il genocidio dei palestinesi operato dai falangisti libanesi con la condiscendenza dei soldati israeliani; non ricorda più nulla ed è continuamente tormentato dagli incubi e dagi spettri della guerra. Intorno a questi elementi ruota tutto il filo narrativo del film, nonché l’indagine di Folman, che va a ricostruire le fasi del sanguinoso conflitto e la straziante normalità degli eventi che si susseguono.
Il ritmo della storia è scandito da interviste ai suoi ex commilitoni, da flashback delle vicende di guerra, ma principalmente dal sogno ricorrente di Folman (riemersione da un bagno notturno in mare sotto un cielo aureo), un ponte verso l’aggiacciante finale documentario. Nella conclusione emerge appunto il ruolo dell’animazione, che ha la doppia funzione di raccontare il sogno con la leggerezza della memoria che riaffiora, e di raccontare, con la stessa leggerezza, anche il terrificante massacro, che si svelerà successivamente con tutta la nuda e cruda ferocia delle immagini documentarie.
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This is not a Love Song

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Muto di BLU recensione

Primo Premio CortoperScelta 2008 sezione CortoItalia

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Come definirlo? Un cortometraggio, una video-performance, un documentario urbano, un cartone animato… A voler essere complessi, potremmo chiamarlo “stop-motion applicata alla street art”. 1° premio ex-aequo a CortoperScelta 2008, Muto è uno dei corti più sensazionali degli ultimi anni. Il suo autore (ormai noto a livello internazionale) si fa chiamare “Blu”, uno pseudonimo come tutti gli artisti di strada. Muto è il “racconto” di una irripetibile impresa consumata lungo i muri delle città di Baden (Germania) e di Buenos Aires (il passaggio da una all’altra è impercettibile). C’è del metodo nella sua follia: Blu compone il suo graffito alla parete, lo filma per il necessario venticinquesimo di secondo, poi modifica la figura quel tanto che basta per dare l’illusione del movimento, la filma ancora, quindi torna a dipingere… e così via per sette incredibili minuti. La tecnica è appunto quella gloriosa del “passo-uno”, solo che al posto di pupazzi tridimensionali Blu utilizza dei disegni, creando letteralmente “pittura cinetica”. Come se Walt Disney avesse concepito tutta Cenerentola in un unico foglio, infinitamente ricancellato. Prigioniero di un corpo collettivo quotidianamente nutrito di passanti, automobili, marciapiedi, spazzatura e ostacoli vari, intonaci scrostati e afflitti da insegne, manifesti, scritte e sempre nuovi disegni, Muto racconta con lucido sarcasmo la crescita e la morte, l’eterna ansia di mangiare/mutare di una creatura mai appagata del proprio aspetto, che striscia sui muri come un fantasma, che assume la forma dell’architettura che la ingabbia: un omino bianco dal contorno nero che si fa strada attraverso crepe, soffitti, botole, nell’assurdo desiderio di sopravvivere alla propria inevitabile cancellazione. Accompagnati dalla puntuale musica concreta di Andrea Martignoni, si parte in Europa con una mano che sfila via un mattone, si chiude in America con un angoscioso teschio nero sbranato dalle formiche.Tra i due estremi, secoli di arte fagocitati quasi con sprezzo: Basquiat e Goya, Bruno Bozzetto e Lucio Fontana, Chagall e Bacon, fino al Sisifo di Marcell Jankovics. Certo, Blu sa essere anche altro, come nel disturbante Child (2005), dove una tenerissima creatura nasce nell’uovo di una confezione da sei, per scendere lungo l’esofago di un anonimo consumatore. Ma Muto è il vero e proprio manifesto della sua arte: una smisurata dichiarazione d’amore per il cinema, per tutto ciò che il cinema può divorare.

Dante Albanesi
pubblicato su “La linea dell’occhio” n. 60 – (Autunno, 2008)
www.lalineadellocchio.it

GUARDA il VIDEO: BLU
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Sob_controle

Un’animazione fatta di immagini catturate in centro città, con una telecamera posizionata accanto una videocamera di sorveglianza: segni, registrazioni, tracce del controllo imposto agli individui nella società attuale.

Uma animação sobre imagens de video capturadas no centro da cidade por uma câmera posicionada próxima a uma câmera de vigilância. São desenhos-registros, rastros do controle imposto aos indivíduos na sociedade atual.

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La memoria dei cani di Simone Massi – il trailer

In concorso a CortoperScelta 2008. Sezione CortoItalia

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