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This is not a Love Story. Valzer con Bashir


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Valzer con Bashir. Film autobiografico del regista e sceneggiatore Ari Folman che ripercorre le tappe del conflitto israelo-libanese nel 1982.
Grafic novel & Docu-fiction, è la difficile definizione di genere del film shock 2008. Vincitore di numerosi premi (Golden Globe e Oscar) Valzer con Bashir è un gioiello di 87 minuti che affronta una delle pagine più oscure della storia del conflitto medio-orientale. Il regista era presente in Libano nel 1982, il giorno del massacro di Sabra e Shatila, ovvero il genocidio dei palestinesi operato dai falangisti libanesi con la condiscendenza dei soldati israeliani; non ricorda più nulla ed è continuamente tormentato dagli incubi e dagi spettri della guerra. Intorno a questi elementi ruota tutto il filo narrativo del film, nonché l’indagine di Folman, che va a ricostruire le fasi del sanguinoso conflitto e la straziante normalità degli eventi che si susseguono.
Il ritmo della storia è scandito da interviste ai suoi ex commilitoni, da flashback delle vicende di guerra, ma principalmente dal sogno ricorrente di Folman (riemersione da un bagno notturno in mare sotto un cielo aureo), un ponte verso l’aggiacciante finale documentario. Nella conclusione emerge appunto il ruolo dell’animazione, che ha la doppia funzione di raccontare il sogno con la leggerezza della memoria che riaffiora, e di raccontare, con la stessa leggerezza, anche il terrificante massacro, che si svelerà successivamente con tutta la nuda e cruda ferocia delle immagini documentarie.
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This is not a Love Song

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Muto di BLU recensione

Primo Premio CortoperScelta 2008 sezione CortoItalia

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Come definirlo? Un cortometraggio, una video-performance, un documentario urbano, un cartone animato… A voler essere complessi, potremmo chiamarlo “stop-motion applicata alla street art”. 1° premio ex-aequo a CortoperScelta 2008, Muto è uno dei corti più sensazionali degli ultimi anni. Il suo autore (ormai noto a livello internazionale) si fa chiamare “Blu”, uno pseudonimo come tutti gli artisti di strada. Muto è il “racconto” di una irripetibile impresa consumata lungo i muri delle città di Baden (Germania) e di Buenos Aires (il passaggio da una all’altra è impercettibile). C’è del metodo nella sua follia: Blu compone il suo graffito alla parete, lo filma per il necessario venticinquesimo di secondo, poi modifica la figura quel tanto che basta per dare l’illusione del movimento, la filma ancora, quindi torna a dipingere… e così via per sette incredibili minuti. La tecnica è appunto quella gloriosa del “passo-uno”, solo che al posto di pupazzi tridimensionali Blu utilizza dei disegni, creando letteralmente “pittura cinetica”. Come se Walt Disney avesse concepito tutta Cenerentola in un unico foglio, infinitamente ricancellato. Prigioniero di un corpo collettivo quotidianamente nutrito di passanti, automobili, marciapiedi, spazzatura e ostacoli vari, intonaci scrostati e afflitti da insegne, manifesti, scritte e sempre nuovi disegni, Muto racconta con lucido sarcasmo la crescita e la morte, l’eterna ansia di mangiare/mutare di una creatura mai appagata del proprio aspetto, che striscia sui muri come un fantasma, che assume la forma dell’architettura che la ingabbia: un omino bianco dal contorno nero che si fa strada attraverso crepe, soffitti, botole, nell’assurdo desiderio di sopravvivere alla propria inevitabile cancellazione. Accompagnati dalla puntuale musica concreta di Andrea Martignoni, si parte in Europa con una mano che sfila via un mattone, si chiude in America con un angoscioso teschio nero sbranato dalle formiche.Tra i due estremi, secoli di arte fagocitati quasi con sprezzo: Basquiat e Goya, Bruno Bozzetto e Lucio Fontana, Chagall e Bacon, fino al Sisifo di Marcell Jankovics. Certo, Blu sa essere anche altro, come nel disturbante Child (2005), dove una tenerissima creatura nasce nell’uovo di una confezione da sei, per scendere lungo l’esofago di un anonimo consumatore. Ma Muto è il vero e proprio manifesto della sua arte: una smisurata dichiarazione d’amore per il cinema, per tutto ciò che il cinema può divorare.

Dante Albanesi
pubblicato su “La linea dell’occhio” n. 60 – (Autunno, 2008)
www.lalineadellocchio.it

GUARDA il VIDEO: BLU
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Sob_controle

Un’animazione fatta di immagini catturate in centro città, con una telecamera posizionata accanto una videocamera di sorveglianza: segni, registrazioni, tracce del controllo imposto agli individui nella società attuale.

Uma animação sobre imagens de video capturadas no centro da cidade por uma câmera posicionada próxima a uma câmera de vigilância. São desenhos-registros, rastros do controle imposto aos indivíduos na sociedade atual.

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La memoria dei cani di Simone Massi – il trailer

In concorso a CortoperScelta 2008. Sezione CortoItalia

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Marco Petrella. Racconti per ascensore


Racconti per ascensore: una serie di storie scritte da autori di fama mondiale, interpretati dai fumetti “minimi, di poche pagine” di Marco Petrella, fumettista de l’Unità considerato il padre delle innovative recensioni librarie fumetto.

Marco Petrella (Roma). Illustratore e disegnatore di fumetti, ha collaborato con varie testate: Tango, Cuore, l’Unità, il Manifesto, I giorni cantati, Liberazione, la Repubblica.
Nel 2004 illustra per Salani il libro di Aquilino Koatti. È del 2007 la pubblicazione con Mattioli 1885 di Racconti per ascensore, 27 testi inediti di Jonathan Lethem, Maurizio Maggiani, Rick Moody, Matteo B. Bianchi, Aimee Bender, Marco Amato, Silvia Dai Pra, Antonio Pascale, ecc.
Attualmente collabora con l’Unità sulla pagina “Libri del lunedi”, recensisce romanzi attraverso il linguaggio del fumetto.
Protagonista delle tavole è il bibliotecario Arturo che descrive il libro che sta leggendo anche attraverso la propria vita e quella delle persone che ha vicino. Attualmene sta lavorando al progetto Una storia lunga di amore e vespa (intesa come scooter).

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in Corea una retrospettiva a Simone Massi

Di seguito il videosaluto di Simone Massi all’importante festival d’animazione coreano Animpact, che di recente gli ha dedicato una retrospettiva. Cinque minuti, durante i quali l’animatore marchigiano, un affezionatissimo del festival CortoperScelta, illustra la sua straordinaria opera, si racconta, racconta le sue origini e prospetta il suo futuro.

buona visione!

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Corti d’Autore: Capitolo 3. “Piccola mare” di Simone Massi

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La Memoria dei cani. Intervista a Simone Massi

a cura di Giuseppe de Angelis

 

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Simone Massi è certamente tra i più importanti e originali registi d’animazione presente nel panorama italiano ed europeo. Nasce a Pergola (Pesaro-Urbino) nel 1970 e si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Urbino col massimo dei voti. Il suo stile è caratterizzato dall’uso estremo della matita e del pastello, prevalentemente in bianco e nero, dall’assenza di ogni tecnica di animazione digitale e dalla capacità di creare narrazioni lirico-poetiche attraverso l’utilizzo di scene poverissime, usando pochissimi tratti, essenziali, che si immergono negli anfratti del quotidiano e riescono a rievocare i tratti della memoria, vicende storico-politiche, paesaggi collinari. La sua filmografia comprende, tra le altre, opere premiate in tutto il mondo: Io so chi sono (1998), Pittore aereo (2001), Tengo la posizione (2001), Piccola mare (2003). Per ulteriori informazioni sulla sua biofilmografia: simonemassi.it

Ormai dedito alla cura di ogni particolare delle sue animazioni, Simone Massi ha ridotto drasticamente la sua produzione. Nel 2006, dopo una lunghissima realizzazione (circa 2 anni) termina un’opera grandiosa: La memoria dei cani, già vincitrice di numerosi riconoscimenti. Si tratta di un’animazione silenziosa, basata su un gioco di piani che si spingono in profondità. Lo scenario è sospeso tra ambienti quotidiani e viaggi onirici, ormai una costante nella sua opera. Ci sono ambientazioni contadino-rupestri, quasi familiari, ma la prima sensazione è quella di un ambiente poco accogliente. Dietro un muro scorge una bambina, inizia a correre ed entra nella memoria, la memoria di un cane. Questo è solo l’incipit, ma cosa narra la storia? Proviamo a chiederlo all’autore. Continue Reading »

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