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Santa Claus di G.A. Smith (1898)

Realizzato nel 1898, Santa Claus di G.A. Smith è considerato un film tecnicamente ambizioso e complesso per quell’epoca. In esso sono impiegati effetti speciali per rappresentare in modo magico la figura di Saint Nicolaus che porta felicità a due bambini ansiosi di festeggiare il Natale con i suoi doni. Il valore di questo brevissimo film è sintetizzato nell’unione dei prodigi tecnici con la solida struttura narrativa. Non siamo pertanto di fronte a un semplice sfoggio estetico di tecniche e sperimentazione visiva.

A former magic lanternist and hypnotist, Smith was one of the first British film-makers to make extensive use of special effects to create fantastical scenes. It comes as little surprise that Smith corresponded with the French pioneer Georges Méliès at about this time, as the two men shared a common goal in terms of creating an authentic cinema of illusion“. 
(Michael Brooke)
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Il filmato è estratto dall’Archivio Nazionale della British Film Institute BFI
profile_header1.jpgIl British Film Institute (BFI) è la maggiore istituzione cinematografica britannica, una charity fondata secondo il Royal Charter, guidata da un Board di 15 governatori, con l’obiettivo di promuovere la cultura cinematografica.

You can watch over 1000 other complete films and TV programmes from the BFI National Archive
http://www.bfi.org.uk/mediatheque 
http://www.derbyquad.co.uk/bfi-mediatheque

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Vincent di Tim Burton

Già nei primi anni ottanta il genio di Tim Burton è definito e maturo. Lo stile narrativo gotico-onirico, oggi il suo marchio, è ben consolidato in Vincent (1982), uno dei suoi primi cortometraggi. Burton racconta in cinque minuti una storia sospesa tra fiabesco e grottesco intrisa di spunti e citazioni della letteratura horror americana (Edgar Allan Poe). Vicent Malloy è un bambino perbenino dalle straordinarie capacità intellettive e doti artistiche, che vuole però somigliare a Vincent Price, attore e scrittore statunitense, celebre per dizione e istrionismo, qualità che lo hanno contraddistinto in una serie di film thriller, noir e horror degli anni quaranta, principalmente diretti da Roger Corman.
In orridi antri, per meglio sognare, con rettili e topi vorrebbe abitare. Con loro vivrebbe incredibili orrori sentendosi preda di ghiacci sudori, vagare vorrebbe, in tenebra oscura sfidando pericoli senza paura… [cit. dal film]
Il cortometraggio fonda le basi sul singolare rapporto tra Burton e Price, del tutto simile a quello tra Ed Wood e Bela Lugosi, rispettivamente noti come il peggior regista al mondo e il divo horror degli anni trenta divenuto famoso grazie a Dracula di Tod Browning. Questo piccolo episodio nello sconfinato universo delle stelle di Hollywood, con il quale il regista a modo suo si rispecchia, lo ispirerà in seguito per la realizzazione del film Ed Wood nel 1994 interpretato da Johnny Depp.

Peppe De Angelis 

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PicenoCinema. Immagini manifesti cartoline dell’epoca d’oro

26 ottobre_2 novembre 2008 Massignano Aula consiliare

Sarà inaugurata domenica 26 ottobre alle ore 18 e resterà aperta fino a domenica 2 novembre, presso l’Aula Consiliare di Massignano (Ascoli Piceno), la mostra “PicenoCinema. Immagini, manifesti, cartoline dell’epoca d’oro”, basata sul ricchissimo archivio iconografico dello storico “Cinema Piceno” di Cupra Marittima, rimasto in attività dal 1945 al 1963.

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Fondato dai fratelli Aristide e Arnaldo Laureti di Massignano, il “Cinema Impero” nasce nel 1942 con proiezioni itineranti di piazza. Nel 1945, con il nome di “Cinema Piceno”, si trasforma in sala cinematografica con sede a Cupra (nei locali dell’attuale Galleria Marconi), dove resta fino alla chiusura definitiva della stagione 1962/63. In questi vent’anni diviene il centro propulsore della cultura audiovisiva dell’epoca per l’intero territorio piceno, ieri come oggi povero di esercenti. Ricca invece è l’eredità lasciata da questa istituzione.

L’intento della mostra “PicenoCinema” (ideata dagli organizzatori di CortoperScelta Enrico e Giuseppe De Angelis) è di riportare alla luce un patrimonio di manifesti, dipinti, cartoline, che documentano il cinema “dell’età d’oro”, dei grandi attori italiani Antonio De Curtis in arte Totò, Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Vittorio Gassman, o dei divi hollywoodiani Kirk Douglas, Lana Turner, Spencer Tracy, Leslie Caron, dei quali sono conservate autentiche lettere autografe. Di questa stagione sono raccolte anche locandine di film neorealisti e d’autore: Germania anno zero di Roberto Rossellini, Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, Giovanna d’Arco con Ingrid Bergman, La vedova allegra di Ernst Lubitsch; o della commedia all’italiana: Il gaucho di Dino Risi, Totò cerca casa di Steno/Monicelli, L’arte di arrangiarsi di Luigi Zampa con Alberto Sordi, Un mostro e mezzo con Franco e Ciccio. In mostra anche 22 dipinti a olio, opera di grandissimi artisti del ‘900 che interpretano in modo originale le pellicole di quegli anni: Olympia di Leni Riefenstahl visto da Domenico PurificatoRocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti secondo Carlo Levi, I soliti ignoti di Mario Monicelli nella singolare rivisitazione di Mino Maccari, fino a Giorgio De Chirico che raffigura un’astrazione del film Ferdinando I, re di Napoli. Continue Reading »

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Cento lire a Pergola

Cento lire

Il cortometraggio Cento lire. L’ultimo viaggio di Sindbad di Dante Albanesi (direttore artistico di CortoperScelta) parteciperà in concorso al prossimo Festival di Pergola (in programma dal 25 al 27 settembre in provincia di Pesaro). 
Il video è stato ideato da Riccardo Massacci, è una produzione Laboratorio Re Nudo/BAIKcinema ed è interpretato dagli attori di del laboratorio teatrale “Re Nudo”: Giuliano Napoli (Sindbad), Maria Sforza (Sheherazade), Antonella Crivellaro, Rosanna Listrani, Chiarastella Mastrostefano, Donatella Mercolini, Adriana Paoletti.
La notizia è giunta in questi giorni alla segreteria di BAIKcinema, proprio durante lo svolgimento del 14° Incontro Nazionale dei Teatri Invisibili (che terminerà il 24 settembre al Teatro dell’Olmo di San Benedetto Tronto). Il Laboratorio Teatrale “Re Nudo” (fondatore e organizzatore dei Teatri Invisibili) sta cercando così un proprio personale percorso stilistico anche nel campo del cinema.
“Cento lire” nasce come video di chiusura per lo spettacolo teatrale “Mille e un naufragio” di Riccardo Massacci, andato in scena al Teatro dell’Olmo nella stagione 2007. Descrivendo le infinite traversie legate allo sbarco degli immigrati clandestini sulle coste italiane, “Cento lire” prende spunto dal testo teatrale “L’ultimo viaggio di Sindbad” di Erri De Luca, che ha il suo punto focale in questo suggestivo monologo:
C’era una volta, alla corte di un tiranno, una ragazza che sapeva raccontare storie. Il re aveva deciso di ammazzarla, ma lei ogni notte lo distraeva con il racconto di una nuova avventura e così il re rimandava di un altro giorno la condanna. Ci sono momenti in cui bisogna perder tempo, farlo passare. I racconti della ragazza Sheherazade le servivano a restare in vita, rimandare. Perdeva tempo e così lo guadagnava. Qualche volta la vita dura il tempo che si perde. Per mille e una notte riuscì a rinviare il proposito del re di ucciderla, perchè allora le parole di un racconto facevano il miracolo di salvare la vita.
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IL VIDEO 

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Reality di Silvia De Gennaro

Premio linea dell’Occhio a CortoperScelta 2008“Viviamo le nostre vite credendo di migliorare noi stessi, quando forse nasciamo per vivere finalmente le nostre imperfezioni”. SilviaDeGennaro.

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La critica di Silvia De Gennaro alla società contemporanea è sottile, dolce e segue un percorso a ritroso. Non attacca ferocemente il fenomeno dei reality partendo da essi, anzi, da questi prende solo in prestito il linguaggio di un provino. Venire al mondo oggi è il naturale passaggio per essere tassello della società dei “Reality”. Per la De Gennaro la vita è intesa come “Reality” delle anime, che fuggono dalla monotonia eterna e dall’anonimato cui sono condannate.
L’efficacia del messaggio scaturisce dall’apparente semplicità delle tecniche che la video artista impiega, in quanto si avvale
soltanto di un primo piano fisso: volto di bambina (la sua anima) con ali da angelo, che fluttuando in un limbo prenatale, attende la definitiva consacrazione alla celebrità della vita terrena. Il monologo, che ansiosamente e in modo imbarazzato pronuncia, è il provino da superare per essere concepita e selezionata nella “Reality vita”. Usa la combinazione di diversi linguaggi. Musica ossessiva da pubblicità progresso anni ottanta, voci fuori campo, disturbi sonori e visivi, manipolazione vocale, immagini scosse da movimenti di macchina; così Silvia De Gennaro ripropone con straordinaria efficacia e originalità le ansie di lunghe attese per il concepimento nella vita. Suoni e disturbo vocale filtrano il non visto, svelando l’origine della strada che seguirà l’anima per venire al mondo. La perdita finale delle ali e il ritorno alla fase germinale preparano la prescelta, o selezionata, alla breve terrena e banale, ma pur sempre emozionante imperfezione della vita.

Peppe De Angelis

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Addio al padre dell’LSD: Albert Hofmann

 

Albert Hofmann by Byron Werner

Albert Hofmann by Byron Werner

Burg (Svizzera) 29/04/2008. Muore, all’età di 102 anni Albert Hofmann, il padre dell’LSD. Nato l’11 gennaio del 1906, nel 1938 Hofmann scoprì “per caso” il dietilamide-25 dell’acido lisergico, una delle più potenti sostanze stupefacenti allucinogene conosciute. All’epoca, lavorava come ricercatore per l’azienda chimica Sandoz. Inserito nel 2007 nella speciale classifica dei 100 “Geni Viventi”, Hofmann è morto a causa di un arresto cardiaco.
Lavorando al dipartimento chimico-farmaceutico dei Laboratori Sandoz, nel 1938 giunse, fortunosamente, alla sintesi dell’LSD-25 grazie allo studio delle piante medicinali scilla marina e segale cornuta. Insoddisfacente in fase sperimentazione animale il prodotto non destò all’epoca interesse fra gli scienziati. Soltanto nel 1943, ripetendo la sintesi dell’LSD Hofmann scoprì gli incredibili effetti della droga assumendola, parte durante il procedimento, attraverso la pelle. Proseguì con diverse sperimentazioni su se stesso, grazie alle quali lo stesso chimico riuscì a descrivere nei dettagli gli effetti di alterazione dei sensi e della memoria, le illusioni ottiche e le spettacolari fantasie oniriche provocate dall’allucinogeno. Sull’argomento Hofmann scrisse diversi libri, fra cui Viaggi Acidi e LSD: il mio bambino difficile.

La rivoluzionaria scoperta scientifica del dottor Hofmann ha giocato un ruolo importantissimo nella musica, nel cinema e nel campo delle arti visive, molti sono stati infatti gli artisti che hanno creato vere opere visionarie dopo aver sperimentato gli effetti di questa sostanza. Ecco solo alcuni importanti nomi: The Beatles, Jimi Hendrix, Pink Floyd, Jefferson Airplane nella musica e Stanley Kubrick nel cinema, è voce nota e insistente che alcune delle scene più visionarie di 2001 Odissea nello spazio, quelle del viaggio spazio-temporale, siano state girate sotto gli effetti del potente allucinogeno. In alcune scene di Apocalipse Now di Francis Ford Coppola viene mostrato come l’LSD venisse usato tra le fila dei militari statunitensi per renderli più famelici e spregiudicati, anche lo stesso impero del Capitano Kurts simboleggia il dilagare visionario dell’epoca; in Easy Rider il lungo viaggio per le infinite strade del sogno americano è accompagnato dall’uso di diverse droghe, tra le quali appunto lo stesso LSD. La Pop Art di Andy Wahrol subisce l’influenza dell’epoca manifestandosi attraverso filtri di colore a contrasto che evocano distorsione, allucinazioni e fantasie oniriche.

Inoltre l’LSD è accomunato al movimento hippy di fine anni sessanta, che veniva assunto in massa dai giovani per aprire le porte della percezione sensoriale. Anche questo movimento è stato fonte di ispirazione per diversi film, tra i quali Nato il 4 luglio di Oliver Stone, movimento Peace and love e Viet Nam a confronto; o il musical pacifista Hair di Milos Forman, considerato il manifesto del movimento hippy.
Hofmann muore dunque a quarant’anni dal sessantotto, il periodo e movimento considerato un esplosione di arte e creatività, sul quale le sue scoperte scientifiche rivoluzionarie hanno (indirettamente?) dato un notevole contributo.

>>Giuseppe De Angelis<<

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