CortoperScelta, Festival, Interviste, Libri, Senza categoria, Video

DOCUMENTATE resistenze. Il film, Alberto, Francesco, Simone e Venezia

di Peppe De Angelis

Animata resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto è un documentario straordinario. Poetico, non didascalico, delicato. È profondo, concepito bene nella messinscena delle interviste, che si fondono con i paesaggi e il contesto socio-antropologico, in un equilibrio perfetto tra la figura di Simone Massi e la sua grande opera artistica. Sottili i passaggi da animazione a documentario, in un mix tra realismo, nuvole, sogno.
Il suono originale di Lorenzo Danesin è un vero valore aggiunto che, come quello di Stefano Sasso nei film di Massi, ricopre un ruolo fondamentale nello sviluppo narrativo. La profondità del trio d’archi rappresenta appieno il lavoro intimo e raffinato di Simone. Ad aprire aprire e chiudere, due pezzi orchestrali del compositore minimalista estone Arvo Pärt, incipit e colophon di un’opera audiovisiva costruita con il tipico crescendo di un grande concerto sinfonico.
Animata resistenza è un complesso viaggio tra riflessioni storico-sociali, colline, umanità, personaggi, partigiani, il pensiero resistente di Simone, il mestiere dell’animatore e, infine, un omaggio alla sua opera. La fotografia, calda e a tratti cupa, è curata nei minimi particolari e coglie la sofferenza, le rughe dei volti, lo sguardo dell’animatore, sia perso nell’ammirare colline che assorto sulla tavola da disegno. Nel vederlo si ha spesso una sorta di disorientamento, come se dal documentario si passasse alla finzione neorealista di Giorgio Diritti, tra quelle umili terre e persone di frontiera, così vere e ferme sulla propria posizione.
Rabbiose e cupe le sequenze finali. L’ultimo estratto animato è preso da Dell’ammazzare il maiale. Nel passaggio dall’animazione al documentario si riesce a cogliere la sintesi del faticosissimo film di Massi e forse del suo pensiero resistente. È nel dolore, nell’urlo del maiale che lo tormenta, nei pensieri persi nel vuoto, nei lunghi silenzi. Emerge così la sua lotta, il suo animalismo, il suo amore per gli animali e il rifiuto della tortura verso ogni forma di essere vivente. Nel crescendo sinfonico di Pärt e nell’irrompere del temporale che penetra in un rudere abbandonato, si chiude il documentario, con un vero tocco di cinema d’autore. Prima ancora che registi, Montagner e Girotto sono appunto autori e, nell’imperversare sciatto-modernista dei filmakers, c’è forse ancora qualche barlume di speranza per il nostro cinema.

DOCUMENTARE RESISTENZE
Intervista ad Alberto Girotto e Francesco Montagner
[Seconda parte]

Qualche giorno prima dell’esordio alla Mostra del Cinema di Venezia ho intervistato gli autori di Animata resistenza, film documentario sulla vita dell’animatore resistente Simone Massi, realizzato da Francesco Montagner e Alberto Girotto.
[Leggi la prima parte di Documentare resistenze]
La precedente intervista si è chiusa con la paura e l’entusiasmo di Alberto e Francesco a pochi giorni dalla presentazione al Lido. Dopo l’accoglienza straordinaria alla Mostra, il sogno dei due giovani registi si è chiuso con il Leone, sezione Venezia Classici, per il miglior documentario sul cinema.

MONTALDO
Il 6 settembre 2014 alle 20 si apre la cerimonia di premiazione di Venezia71. La storia stava bussando alla porta, ma voi non ne eravate al corrente. Giuliano Montaldo, in qualità presidente di giuria per Venezia Classici, sale sul palco e arriva l’annuncio inatteso: Premio per il miglior documentario sul cinema ad Animata resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto. Siete in grado di descrivere l’emozione di quei momenti? Cosa si prova a essere premiati dall’autore di Sacco e Vanzetti?

Francesco Montagner. E’ stata un’emozione tanto forte che non ho saputo come reagire, quando ho sentito il nostro nome mi sono irrigidito di colpo. Già essere arrivati a Venezia da esordienti, indipendenti e giovanissimi era un grandissimo successo per noi e per la nostra associazione Fucina del Corāgo. Il risultato di un percorso lungo e complesso che ha richiesto un lavoro di un anno e mezzo. Poi riuscire pure a vincere il Leone della propria sezione è stato il realizzarsi di un sogno che fino a pochi mesi prima era impensabile e più che mai lontano dalle mie aspettative. Alla Mostra di film di qualità ce ne sono tanti e per noi era già un onore essere tra quelli, con il nostro piccolo film. Oltre a Montaldo, che stimo moltissimo (ancor di più oggi dopo averlo conosciuto di persona) mi piacerebbe incontrare quei ragazzi che hanno composto la giuria, composta da 28 laureandi italiani in Storia del Cinema, perché hanno fatto una scelta coraggiosa e “spero” sincera, premiando un documentario non convenzionale e dando credito a due giovani esordienti come noi.
Alberto Girotto é stata un’emozione grandissima, non ci saremo mai aspettati di vincere e ricevere il leone. Ci siamo impegnati molto e abbiamo creduto in questo progetto, ci abbiamo messo tutto noi stessi, ma di vincere non ce lo saremmo mai aspettati. La vittoria era già la selezione. Poi essere premiati da un autore cinematografico come Giuliano Montaldo, che ha realizzato film straordinari, stringergli la mano e sapere che il nostro film gli è piaciuto molto, è stato un sogno dal quale per fortuna non c’è stato risveglio. Di tanto in tanto penso se sia tutto reale. E’ stato un momento di gioia intensa e anche molto commovente. Per qualche secondo ho avuto un principio di svenimento quando hanno annunciato i nostri nomi. Ancora, dopo settimane, sembra impossibile.

EMOZIONE
Francesco il loquace, Alberto il taciturno. Al momento della premiazione si sono forse invertiti i ruoli? Uno dei due sembrava più emozionato dell’altro.

F.M. Verissimo! Non riuscivo ancora a crederci: nel momento in cui sono salito sul palco ho stretto la mano a Montaldo e ho fatto per ringraziarlo, ma le parole non mi sono uscite di bocca. Ero completamente frastornato, specialmente quando il pubblico della sala grande ha cominciato ad applaudirci.
A.G. Ero felicissimo, un sogno che si realizzava, un sogno che non credevo di vedere realizzato così presto. Più che un sorriso era una paresi, non riuscivo a smuoverlo. La gioia è stata immensa, non sapevo nemmeno come comportarmi sul palco.

MOSTRA DEL CINEMA
Ma la Mostra del Cinema non è stata solo la premiazione, la vostra è stata davvero una settimana
intensa al Lido. Quali sono stati i momenti salienti e come li avete affrontati?

F.M. E’ stata di sicuro una delle settimane più intense dalla fine del montaggio, sia da un punto di vista lavorativo, che emotivo ed umano. Il momento saliente è stato quando alla prima proiezione del film era presente Dilo Ceccarelli, uno dei partigiani del film, che è venuto per assistere dalle Marche (alla sua età) con un’intera delegazione, capeggiata da Angelo Verdini, presidente dell’Anpi di Arcevia che ha contribuito alla realizzazione del film mettendo a nostra disposizione la sua conoscenza storica del territorio.
A.G. Abbiamo vissuto il festival anche da cinefili come gli anni passati solo che quest’anno eravamo lì anche come cineasti. Ho visto dei film straordinari. Uno dei momenti salienti sicuramente era la visione dei film. Gli altri sono stati quando è toccato a noi presentare il documentario. Stare seduto con il pubblico che guardava il nostro film e gli applausi alla fine, stare insieme a tutti i nostri invitati entusiasti di essere lì, le prime interviste importanti dove ci chiedevano di parlare del nostro lavoro, insomma ci sono stati molti momenti salienti. Sicuramente non dimenticherò mai la tensione, poi la grande gioia che il risultato finale ci ha portato. Lo ripeto, ancora mi sembra impossibile!

Grazie Alberto e grazie Francesco per la disponibilità. Bellissimo lavorare con voi a questa duplice intervista doppia.
Ma non è ancora tutto. Ho fatto qualche domanda al protagonista di questa bellissima favola dal sapore cinematografico.

 

L’ATTESA RESISTENTE
Piccola storica intervista a Simone Massi

Silenzioso, restio e fuori dai riflettori come sempre, Simone Massi è il padre spirituale di Animata resistenza. Ha accolto per qualche settimana Francesco e Alberto nella sua casa e ha raccontato la sua vita, il suo modo di fare cinema, la sensibilità e il legame con la sua terra, le sue persone, le radici e la resistenza partigiana, ieri e oggi.
Ha realizzato un nuovo film d’animazione. L’attesa del maggio.
Quadro familiare, un bracciante e una massaia, a casa, lui con mano fermamente appoggiata al tavolo. Sono in attesa.
Simone, sospeso in un limbo bianco, giacca nera e sciarpa rossa, la sfila dal collo. E’ pronto.
Una poesia: «Lo sguardo teso e l’orecchio a cercare li ho reimparati da Julia, ma fatico a distinguerli dalle foglie. Il maggio, il  merlo si nascondono al momento del canto, non si fanno vedere.»
Capo chino, spalle alla camera, percorre e calpesta erbose colline. Il percorso del ritorno, la strada verso casa, un viaggio che parte da Nuvole, mani. L’esilio è finito.
Vento, uccelli, pioggia, una processione, una chiesa, un altare, voci, ruscelli, valige, nuvole. Il ritorno.
Simone è in piedi davanti a un tavolo.

INTERVISTA A SIMONE MASSI

SENSAZIONI
Dalla realizzazione di “piccoli” film d’animazione a soggetto di un documentario sulla tua vita. Che sensazione si prova?

Ho ottenuto molte soddisfazioni, centinaia di premi e parole che potevano stordirmi e lasciarmi a terra ma ho sempre mantenuto un certo distacco ed è stata la mia fortuna. Perché io non devo pensare a guardarmi allo specchio ma a lavorare. Un documentario su di me significa che qualcosa di buono l’ho combinata, almeno per gli autori del film, altro non mi viene in mente.

PREVISIONI
Hai conosciuto Francesco Montagner durante un festival, ti ha esposto la sua idea di realizzare un documentario su di te, poi lo hai visto entrare in casa insieme ad Alberto Girotto. Nel momento in cui hanno varcato la soglia della porta avresti mai pensato che quei due giovani registi, nemmeno un anno e mezzo dopo, avrebbero levato al cielo il Leone di Venezia71?

No, certo. Ma solo perché i miei pensieri sono sempre mirati al presente o comunque al tempo che gli sta più vicino. Nel momento in cui Francesco e Alberto sono entrati in casa ho pensato a dargli tutto quello avevo e potevo. Era una cosa nuova e c’erano tutti quegli istinti e atteggiamenti che riguardano e si riservano alle cose nuove: curiosità, attenzione, energie, fervore. Le aspettative hanno cominciato a prendere corpo soltanto a film finito, il sogno era la selezione a Venezia e credo che nessuno di noi potesse spingersi oltre. A premio ottenuto saltano fuori quelli esterni al film che se lo sentivano ma sono sciocchezze. Io alle intuizioni ci posso anche credere a patto che ci sia una base: aver partecipato al film, averlo visto, trovarsi al Lido nei giorni della Mostra…

POETICA
Ci sono momenti del documentario dove la tua poetica di regista ha preso la scena? Quali sequenze ami di più di Animata resistenza? Quelle dove emerge la tua vita, la tua etica e pensiero o quelle sul tuo cinema?

Il primo pensiero era di fare la mia parte, tutto quello che mi veniva chiesto di fare, il secondo era quello di rendermi utile come potevo e dunque sì, anche con delle idee e dei consigli. Cercando di non essere invadente perché i ruoli erano chiari e nessuno ha mai tentato di metterli in discussione. Alcune idee sono state accolte e altre no com’è giusto, alcune sono finite nel film e altre tagliate come succede. A vedermi sullo schermo mi imbarazza, e in particolare quando apro bocca. Fossi stato io il regista mi sarei tagliato fino a ridurmi a muta comparsa e avrei lasciato spazio a quel che davvero dice e commuove: le colline viste dall’alto, le ombre che si spostano sul paesaggio, i cani e le altre bestiole, gli anziani che lavorano o raccontano. Neanche a dirlo sono queste le sequenze del film che amo di più.
Delle scene in cui compaio io mi piacciono quelle dove cammino e sto zitto: sulla collina insieme a Julia, sul monte innevato insieme a un cane, davanti alla casa colonica abbandonata. E’ buona anche la scena in cui un piccione mi vola sopra la testa e sorrido.

GENESI
La genesi di Animata resistenza è stata parallela a quella del tuo ultimo film d’animazione, L’attesa del maggio. La stampa si è soffermata un po’ più sul documentario, ma Giannalberto Bendazzi, il più importante critico mondiale di cinema d’animazione, ha commentato così la tua ultima fatica: «Non mi sento di dire che è il film più bello di Simone Massi. Mi sento di dire che, secondo me, è il più bel capitolo (finora) di quel romanzo in poesia che sta sviluppando da quando fa cinema». Simili critiche ti inorgogliscono ancora come gli elogi degli esordi? E poi, cosa hai provato nel realizzare questo film in un momento tanto cruciale nella tua carriera di animatore resistente?

Come dicevo sono sempre stato impermeabile ai riconoscimenti (siano parole, premi o un documentario su di me, poco cambia) ma ciò non toglie che le parole di Bendazzi mi abbiano fatto particolarmente piacere. Anche perché Giannalberto è uno che prende parecchio sul serio il suo mestiere e non fa sconti. Fra un po’ salterà fuori qualcuno che conta meno di lui e che non sarà d’accordo e chi dirà o scriverà parole diverse ma in tutta franchezza è un pensiero che non mi toglie il sonno.
Cosa ho provato a realizzare questo film? Niente, è il mio lavoro. C’è stata fatica, tensione e pochissimo altro. Delle pressioni esterne che non ci dovevano essere e pure ci sono state: ti posso dire questo, non succederà più. Qualcuno scambia la mia educazione contadina per fesseria asinina. Può essere, ma sono stanco e il mio carico l’ho portato: è probabile che presto comincerò anch’io a tirare qualche calcio.

MAGGIO ATTESO
Cosa racconta L’attesa del maggio? Lo stile usato e la tecnica usate si legano di più al cinema delle tue origini, più onirico e bianco, o al tuo ultimo filone, più sofferto, marcato e rosso?

L’animazione nuova vuol’essere prima di tutto un ritorno a casa. Credo che il motivo più forte del film fosse appunto porre fine all’esilio di “Nuvole, mani” e fare il percorso inverso. Inizialmente il viaggio di ritorno è travagliato perché riprende e ripercorre luoghi e tematiche dei “film rossi”, ma sul finale tutto si placa e si fa leggero, ho volutamente cercato di recuperare le atmosfere di “Pittore, aereo”, il film che nel 2001 chiudeva la fase sperimentale e di ricerca cominciata a scuola e ne apriva una nuova, personale, autoriale. La stessa che ho cercato di affinare e portare avanti per tutti questi anni. Un ritorno a casa, appunto.

LIBRO
Nuvole e mani: il cinema animato di Simone Massi a cura di Fabrizio Tassi. È il secondo libro sulla tua poetica cinematografica, con allegato il documentario Animata resistenza e la raccolta di tutti i tuoi film. Stavolta è una delle più importanti case editrici indipendenti d’Italia a pubblicare, la Minimum fax. Come è nata questa nuova avventura editoriale? Cosa si prova, a soli 44 anni, ad avere due libri e un documentario che raccontano la tua vita?

Il precedente cofanetto “Poesia Bianca” di fatto non è mai stato distribuito né ristampato e nei cinque anni in cui il mio lavoro è stato legato alla Cineteca Italiana ho letteralmente contato i giorni che mi separavano dalla scadenza del contratto. Un paio di anni fa ho cominciato a muovermi, ho coinvolto Fabrizio Tassi che ha proposto il libro alle più importanti case editrici italiane. La Minimum Fax è stata la sola a rispondere positivamente e a dimostrare interesse nei confronti del mio lavoro. Due libri e un documentario su di me: sono contento, che vuoi che ti dica. Ma potrebbe anche non essere vero.

 

Peppe De Angelis
organizzatore CortoperScelta 2003-2013

Senza categoria

Ancora una breve attesa…

Cari amici,
l’ottava edizione del festival del cinema breve CortoperScelta, prevista dal 19 al 26 agosto a Massignano,Montefiore dell’AsoPedaso, sarà rinviata in autunno, tra fine settembre e inizio ottobre.

Premettendo che siamo ben consapevoli delle difficoltà che oggi affliggono gli enti locali, abbiamo in realtà ricevuto conferme da alcuni di essi soltanto negli ultimi giorni. Dopo un anno senza triciclo (2009) e un’edizione in tono minore (2010), siamo nelle condizioni di programmare un festival più ricco di contenuti, ospiti e sezioni collaterali. Un CortoperScelta all’altezza del periodo 2004-2008. Questa è la motivazione che ci spinge a posticipare di poco il festival.

Dopo le due serate di San Benedetto del Tronto (Pietraia dei PoetiMaremoto festival), la terza e ultima anteprima si terrà il 23 agostoPedaso, presso il Giardino della Cultura. Poi ci rivedremo in autunno, con CortoperScelta 2011.

Ancora una breve attesa…

Enrico De Angelis
Presidente Associazione Arancia Meccanica

Senza categoria

Tutte le date di CortoperScelta 2011


ANTEPRIME

19 luglio. San Benedetto del Tronto (AP), Pietraia dei Poeti

29 luglio e 1° agosto. San Benedetto del Tronto, Maremoto Festival

23 agosto. Pedaso (FM), Giardino della cultura

FESTIVAL

ottobre. Massignano (AP), Centro d’Aggregazione Giovanile

ottobre. Montefiore dell’Aso (AP), Sala De Carolis


Senza categoria

CotoperScelta 2011. aperte le iscrizioni

Bando CortoperScelta 2011. Scadenza 31 maggio

1° PREMIO CortoItalia 1000 € – 2° PREMIO CortoItalia 500 €

C’è tempo fino al 31 maggio per concorrere all’8ª edizione di CortoperScelta, il festival itinerante del cinema breve ideato dall’Associazione Arancia Meccanica” di Massignano (AP). Il festival si svolgerà nei mesi di agosto e settembre 2011 in alcuni paesi della Provincia di Ascoli Piceno. Già confermati Massignano e Montefiore dell’Aso, comuni patrociniatori di tutte le edizioni. Bando di concorso e scheda d’iscrizione sono scaricabili su www.cortoperscelta.it.
Presto sito e blog assumeranno una nuova veste grafica, che ci accompagnerà durante tutta l’ottava edizione.

cortoperscelta@gmail.com – peppe de angelis 329 20.789.49

Senza categoria

I vincitori di CortoperScelta 2010

cortoperscelta2010

frames dei corti vincitori

Dopo la momentanea scomparsa del nostro blog riprendiamo le fila del discorso ripartendo dal tema più importante sull’edizione appena passata del festival CortoperScelta 2010: I VINCITORI

ECCO PUBBLICATO IL VERBALE DELLA GIURIA –

La giuria di CortoperScelta 2010 composta da Enrico De Angelis (Presidente Associazione Arancia Meccanica),Valeria Capriotti (collaboratrice del Bellaria Film Festival 2006-2009) e Cristina Parigiani (Associazione Arancia Meccanica) ha espresso all’unanimità questo insindacabile giudizio:

PRIMO PREMIO CORTOITALIA

L’arbitro di Paolo Zucca. Una composizione impeccabile di passioni. Da un’ottima fotografia e da un sapiente uso narrativo emergono antropologie e tradizioni millenarie.

SECONDO PREMIO EX-AEQUO CORTOITALIA

He-Helium di Giuseppe Schettino. Un documentario minimale che apre uno sguardo poetico sul dramma di un popolo in continuo conflitto
TV di Andrea Zaccariello. Con l’uso di un sottile gioco tecnico-narrativo, racconta ambiguità e debolezze umane.

2 PREMI DEL PUBBLICO

Il maggio di San Giuliano di Marco Cruciani
Sindrome Comune del Gruppo Quarantena (gruppo condotto da Flavia Mastrella e Antonio Rezza)

Giuseppe De Angelis
-organizzatore festival-

Senza categoria

Ultimo maremoto di corti

Stasera, domenica 8 agosto, ultima serata con i corti di CortoperScelta  live @ Maremoto festival. A partire dalle 21.30 recupero proiezioni di venerdì 6, rinviate causa maltempo. Alcune anticipazioni: “Il supplente” di Andrea Jublin, “Porta a porta. Gioco da tavolo” di Gianni Ricca, “Autopia zen 41600” di Daniele Carrer, “The  Obscure Brother” di Linda di Franco e le sequenze dei millemetraggi di Ila Beka. Dopo il successo riscosso nella precedente serata (ieri, ndr.), tutti pronti a godere emozioni da veri professionisti del triciclo cinematografico, in compagnia del sax di James Senese e Napoli Centrale.

 

CortoperScelta 2010

Associazione Arancia Meccanica – Contrada Marezi, 18 – 63010 Massignano (AP)

www.cortoperscelta.it – cortoperscelta@gmail.com

Organizzazione: Giuseppe De Angelis tel. 329 20.789.49

Ufficio stampa: Dante Albanesi tel. 329 615.40.38

Senza categoria

Presentazione CortoperScelta live @ Maremoto

CortoperScelta, il festival del cinema breve ideato dall’Associazione Arancia Meccanica di Massignano, sbarca al “Maremoto 2010” con una formula del tutto inedita. Venerdì 6 e sabato 7 agosto, a partire dalle ore 22.00, presso l’area ex-Galoppatoio di San Benedetto del Tronto, sarà proposta una ricca selezione dei migliori cortometraggi che hanno fatto il giro del territorio Piceno in un lungo percorso itinerante. Bellissimi video che in questi anni di festival sono stati insigniti di premi e riconoscimenti. Nuovo scenario, ma anche nuova formula.

 Venerdì 6 i corti si inseriranno nei cambi palco dei sei gruppi emergenti in programma. Inoltre, durante i live, Cortoperscelta terrà proiezioni senza sonoro, con video evocativi dove l’immagine sa fare a meno delle parole. Alcuni titoli: “Dressed to kiss” di Massimiliano Sbrolla (dedicato alla coverband ufficiale dei celeberrimi Kiss), i famosi “millimetraggi” della casa di produzione Bekafilms, “L’arbitro” di Paolo Zucca, “Uova” di Alessandro Celli, “Il supplente” di Andrea Jublin (candidato agli Oscar 2008), “Il lavoro” di Lorenzo De Nicola. Questo e molto altro a cura del piccolo triciclo di CortoperScelta.

Ecco alcuni dei titoli in scaletta per sabato 7: apertura con il corto italiano più premiato di tutti i tempi: “Buongiorno” di Melo Prino. Si proseguirà con “La nascita” di Massimo Amici e Carlo Stoppa. Spazio anche per una ricca selezione di corti d’animazione: “L’anima Mavì” di Julia Gromskaya, “Fairy Tales” di Marco Di Domenico, “Moka” di Mariano Fiocco, “Cafè l’amour” di Giorgio Valentini.

Chiusura speciale con l’omaggio al grande disegnatore sambenedettese Andrea Pazienza: il cortometraggio “Altrosogno” di Dante Albanesi, con la collaborazione degli organizzatori di CortoperScelta Enrico e Giuseppe De Angelis. L’idea di realizzare il video nasce in occasione del ventennale della morte del grande artista (1988-2008) e trae spunto dalla celebre tavola “Sogno”. Dopo varie partecipazioni a festival nazionali, Maremoto sarà la prima occasione per presentare “Altrosogno” a San Benedetto. L’ideale punto d’incontro in un festival nel quale si incontrano le arti.

Senza categoria

Maremoto festival: il programma

Il festival del cinema breve CortoperScelta per la prima volta a Maremoto live.  Manifesto e programma

manifesto_maremoto_2010-web.jpg

leggi tutto su maremotofestival.it

 

Senza categoria

CortoperScelta live @ Maremoto Festival

Nuova avventura per CortoperScelta.

Il 6 e 7 agosto 2010 il festival del cinema breve sbarca al MaremotoFestival di San Benedetto del Tronto, organizzato dall’Associazione culturale Occhio per Orecchio

maremotofestival.gif

Sarà proposta una ricca selezione di cortometraggi appartenenti all’archivio del festival. Proiezioni che si alternano a concerti. Programma a cura dell’Associazione Arancia Meccanica di Massignano e del critico cinematografico Dante Albanesi.

Un formato inedito da non perdere. Diretta live solo su:

MaremotoFestival>> San Benedetto del Tronto>> 6-10 agosto 2010

www.maremotofestival.it

Senza categoria

Altrosogno vince il videoconcorso Francesco Pasinetti

In concorso al festival “Francesco Pasinetti (Venezia, 25-29 maggio 2010), Altrosogno di Dante Albanesi, omaggio ad Andrea Pazienza, è stato premiato per la sezione Tema libero, con la seguente motivazione della giuria:

Per il lavoro appropriato sul suono e sulle immagini, che suggeriscono in maniera eloquente l’eleganza e l’attenzione formale dello stile del memorabile fumettista Andrea Pazienza.

altrosogno-frame2.jpg

Altrosogno. il protagonista Stefano Pompei

vai al  verbale della giuria

Next »