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This is not a Love Story. Valzer con Bashir


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Valzer con Bashir. Film autobiografico del regista e sceneggiatore Ari Folman che ripercorre le tappe del conflitto israelo-libanese nel 1982.
Grafic novel & Docu-fiction, è la difficile definizione di genere del film shock 2008. Vincitore di numerosi premi (Golden Globe e Oscar) Valzer con Bashir è un gioiello di 87 minuti che affronta una delle pagine più oscure della storia del conflitto medio-orientale. Il regista era presente in Libano nel 1982, il giorno del massacro di Sabra e Shatila, ovvero il genocidio dei palestinesi operato dai falangisti libanesi con la condiscendenza dei soldati israeliani; non ricorda più nulla ed è continuamente tormentato dagli incubi e dagi spettri della guerra. Intorno a questi elementi ruota tutto il filo narrativo del film, nonché l’indagine di Folman, che va a ricostruire le fasi del sanguinoso conflitto e la straziante normalità degli eventi che si susseguono.
Il ritmo della storia è scandito da interviste ai suoi ex commilitoni, da flashback delle vicende di guerra, ma principalmente dal sogno ricorrente di Folman (riemersione da un bagno notturno in mare sotto un cielo aureo), un ponte verso l’aggiacciante finale documentario. Nella conclusione emerge appunto il ruolo dell’animazione, che ha la doppia funzione di raccontare il sogno con la leggerezza della memoria che riaffiora, e di raccontare, con la stessa leggerezza, anche il terrificante massacro, che si svelerà successivamente con tutta la nuda e cruda ferocia delle immagini documentarie.
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This is not a Love Song

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PicenoCinema. Immagini manifesti cartoline dell’epoca d’oro

26 ottobre_2 novembre 2008 Massignano Aula consiliare

Sarà inaugurata domenica 26 ottobre alle ore 18 e resterà aperta fino a domenica 2 novembre, presso l’Aula Consiliare di Massignano (Ascoli Piceno), la mostra “PicenoCinema. Immagini, manifesti, cartoline dell’epoca d’oro”, basata sul ricchissimo archivio iconografico dello storico “Cinema Piceno” di Cupra Marittima, rimasto in attività dal 1945 al 1963.

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Fondato dai fratelli Aristide e Arnaldo Laureti di Massignano, il “Cinema Impero” nasce nel 1942 con proiezioni itineranti di piazza. Nel 1945, con il nome di “Cinema Piceno”, si trasforma in sala cinematografica con sede a Cupra (nei locali dell’attuale Galleria Marconi), dove resta fino alla chiusura definitiva della stagione 1962/63. In questi vent’anni diviene il centro propulsore della cultura audiovisiva dell’epoca per l’intero territorio piceno, ieri come oggi povero di esercenti. Ricca invece è l’eredità lasciata da questa istituzione.

L’intento della mostra “PicenoCinema” (ideata dagli organizzatori di CortoperScelta Enrico e Giuseppe De Angelis) è di riportare alla luce un patrimonio di manifesti, dipinti, cartoline, che documentano il cinema “dell’età d’oro”, dei grandi attori italiani Antonio De Curtis in arte Totò, Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Vittorio Gassman, o dei divi hollywoodiani Kirk Douglas, Lana Turner, Spencer Tracy, Leslie Caron, dei quali sono conservate autentiche lettere autografe. Di questa stagione sono raccolte anche locandine di film neorealisti e d’autore: Germania anno zero di Roberto Rossellini, Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, Giovanna d’Arco con Ingrid Bergman, La vedova allegra di Ernst Lubitsch; o della commedia all’italiana: Il gaucho di Dino Risi, Totò cerca casa di Steno/Monicelli, L’arte di arrangiarsi di Luigi Zampa con Alberto Sordi, Un mostro e mezzo con Franco e Ciccio. In mostra anche 22 dipinti a olio, opera di grandissimi artisti del ‘900 che interpretano in modo originale le pellicole di quegli anni: Olympia di Leni Riefenstahl visto da Domenico PurificatoRocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti secondo Carlo Levi, I soliti ignoti di Mario Monicelli nella singolare rivisitazione di Mino Maccari, fino a Giorgio De Chirico che raffigura un’astrazione del film Ferdinando I, re di Napoli. Continue Reading »

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Juno. “All I want is you”

Questo è solo l’inizio della bella storia di Juno: una simpatica quindicenne, una scontrosa quindicenne, una quindicenne un po’ punk, è dolce sbadata e incosciente, tutto come una quindicenne… Ha un solo piccolo problema: “è incinta” e ha un ragazzo.. ma ancora non ne è ancora al corrente.

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Al Cinema Margherita: La ragazza del lago. Incontro con l’autore

la ragazza del lago

Martedì 18 marzo alle 21.15, presso il Cinema Margherita di Cupra Marittima (AP), nell’ambito della rassegna “Frammenti dalla Biennale e altri Frammenti“, ci sarà l’incontro con il regista Andrea Molaioli e la proiezione del suo film La ragazza del lago presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2007. Opera prima di Molaioli, La ragazza del lago è stata una delle migliori pellicole italiane presentate a Venezia 2007. Questo autore vanta una lunghissima esperienza nel mondo cinematografico, è stato infatti per anni aiuto regista di Nanni Moretti, in film come Palombella rossa, Aprile, La stanza del figlio e, sempre con Moretti è stato interprete in Aprile nella parte di se stesso. Ha collaborato inoltre con Carlo Mazzacurati e Marco Risi. Certamente è uno dei giovani registi più interessanti del nostro panorama cinematografico, capace di conciliare nel suo primo film il cinema d’essai con quello un po’ di genere, in questo caso il Thriller, coinvolgendo lo spettatore e riuscendo a sviscerare molto bene la psicologia dei personaggi. Ottima interpretazione di Tony Servillo. La ragazza del lago è tratto da un romanzo di Karim Fossum: Lo Sguardo di uno sconosciuto, anche se Molaioli ha deciso di trasportare la vicenda dalle coste norvegesi alle alpi italiane.
Film prodotto da Indigo Film, una casa di produzione indipendente molto attenta al cinema di qualità, tra gli altri film che ha prodotto citiamo soltanto L’amico di Famiglia di Paolo Sorrentino, e La guerra di Mario di Antonio Capuano.

Sono le otto del mattino quando Marta, addentando una ciambella, sta tornando a casa dopo aver dormito da una zia. Un furgone si ferma: Mario, ragazzo affetto da ritardo mentale, la convince a seguirlo nella sua fattoria. L’allarme scatta subito, Marta ha solo sei anni. Nel paese arriva il commissario Sanzio, un poliziotto esperto, da poco trasferitosi in quelle zona un po’ sperduta. Il più giovane collega Siboldi, residente in quelle valli, diventa la sua guida anche per conoscere i legami famigliari e affettivi della piccola comunità. I due, accompagnati da Alfredo, fedele collega di Sanzio dai tempi della sezione omicidi, si dovranno trattenere nel paese, perchè un altro delitto si sta per consumare; un crimine sicuramente nato in seno a una delle famiglie del paese, frutto di un legame affettivo o sentimentale. (da trovacinema.it)

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Rita Hayworth in Gilda

8 Marzo 2008. 100 anni di festa della donna.
dedicato a tutte le donne e alla loro immortale femminilità…

Triangolo noire tra i più famosi nella storia del cinema, Gilda racconta della fatalità di una donna amata da due uomini uniti nell’amicizia e nel lavoro: Johnny Farrell (Glenn Ford) e Ballin Mundson (George Macready). Inarrivabile dark lady, Gilda (Rita Hayworth) è sensuale e innocente, rappresenta il trionfo del corpo femminile sugli schermi, costruito sull’ambiguità del piacere. Sulle note di Put the Blame on Mame, in uno dei balletti più famosi della storia del cinema, lo spettatore odierno è portato a immaginare uno spogliarello molto più audace e ardito, ma nel 1946 osare in quel modo con il corpo femminile era cosa insolita, ai limiti del “Codice Hayes” che a quei tempi imperava con atti di censura che costringevano i registi a ripensare le inquadrature di intere sequenze. Il proibito in questo caso viene quasi svelato per induzione dalla macchina da presa con qualche controcampo. Un semplice trucco di regia usato per mostrare tutte le fantasie dell’uomo stregato da tanta bellezza, sia vista che immaginata. A tanta sensualità fa da contraltare la fragilità di Gilda, straziata dall’amore impossibile che prova per Johnny. In questo menage a trois lo stretto rapporto tra i Johnny e Ballin rappresenta una delle punte più alte del cinema noire, che molto spesso si è avvicinato a tali soglie di masochismo, ma che mai era riuscito a esprimere con tanta abilità.

Giuseppe De Angelis

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la donna è come un bastone con la lama retrattile: ha l’aria di essere una cosa e sotto i tuoi occhi ne diventa un’altra
Johnny Farrel in Gilda, Charles Vidor (1946)

Gida manifesto

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Rec Film

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dal 29 febbraio nei cinema

tutti i trailer su youtube/RECfilm

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Un’inchiesta sull’11 settembre al Cinema Margherita

Martedì 19 febbraio, alle ore 21.15, presso il Cinema Margherita di Cupra Marittima (AP) sarà presentato il film documentario Zero di Franco Fracassi. L’appuntamento rientra, come fuori programma, nell’ambito della rassegna cinematografica Frammenti della Biennale, organizzata dal Centro Culturale “J. Maritain” di Cupra Marittima in collaborazione con Comune di Cupra Marittima, la Provincia di Ascoli Piceno, e la Regione Marche.
Partecipazione straordinaria di Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, nel ruolo di narratori. Alla proiezione sarà presente uno degli autori del film, in una serata evento che si annuncia interessante e ricca di spunti di riflessione, per uno degli argomenti più controversi della nostra storia recente: il crollo delle Torri Gemelle l’11 settembre 2001.

Zero è un documentario che rompe il muro del silenzio, è un’inchiesta giornalistica rigorosa, costruita con interviste a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati e giornalisti; immagini di repertorio inedite ed esclusive; documenti ufficiali; ricostruzioni in computer grafica. Il filo logico dell’inchiesta si snoda attraverso la presenza di tre narratori d’eccezione (Fo , Costa, Ovadia). Come e perché sono crollate le torri gemelle e l’edificio 7 del World Trade Center? Che cosa è accaduto al Pentagono? Com’è possibile che la difesa aerea più potente del mondo l’11 settembre non ha funzionato in nessun suo elemento, senza che in seguito nessuno sia stato incolpato per l’accaduto? Chi sono e come hanno agito i dirottatori? Come sono entrati negli Stati Uniti? Cos’è al Qaeda e quali legami aveva con i servizi statunitensi l’11 settembre 2001? Perché le indagini precedenti all’11 settembre sono state ostacolate dai vertici del Fbi e perché le indagini successive alle stragi si sono concluse in brevissimo tempo?
da Zerofilm

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Zero. regia di Claudio Fracassi
con Lella Costa, Dario Fo, Moni Ovadia, Gore Vidal
Italia, 2007, 110′
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Sosteniamo la petizione: “Inedito? No, grazie!”

Il festival CortoperScelta si fa promotore e sostenitore della petizione lanciata da ildocumentario.it volta ad eliminare la clausola imposta dai regolamenti di molti festival di cinema che permette la partecipazione alle competizioni “alle sole opere inedite“.
Centinaia di registi, montatori, organizzatori di festival, direttori artistici, operatori culturali, professionisti, studenti si sono già mobilitati. Sostieni anche tu questa causa!

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sottoscrivi la petizione su
ildocumentario.it

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Zidane, un portrait du 21e siècle

di Giuseppe De Angelis

in campo sei solo

Zinedine Zidane

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Zidane. Un portrair du 21e siecle di Philippe Parreno e Douglas Gordon non è fiction, è un po’ documentario estremo, a tratti è videoarte, è un ibrido, è cinema nuovo e vero. 90 minuti di gioco in mezzo ai fatti del mondo e della storia, dove il gioco passa in secondo piano, dove in primo piano ci sono movenze e pensieri di un grande campione. Un’insolita produzione franco-islandese che ha destato l’interesse di critici in tutto il mondo per l’unicità e la sperimentazione concettuale. Complessivamente il film sembra un esercizio tecnico-stilistico: primi piani, campi lunghissimi, particolari, dissolvenze, voce in/e fuori campo, sonoro in presa diretta e accompagnamento musicale elettronico.
Un ritratto del calcio mai visto, del calcio dentro il catino strabordante di folla, solitudine, attesa, scatti vani. Nel campo un uomo serio e solo che corre poco, ma che come un direttore d’orchestra dirige i giochi e si accerta che tutto proceda come lui già sa. Strano e affascinante è questo film, che con 19 telecamere, segue durante un’intera partita, un solo personaggio: Zinédine Zidane. Osservando quest’uomo si dimentica presto di assistere a un match di calcio, prende piede lo sport vivo, lo sport lontano dal blaterare dei commentatori ma vicino al piccolo trotto, agli sguardi, alle frasi sussurrate da questo introverso campione. Visto così il calcio ci può anche insegnare qualcosa.
Zidane è certamente tra i campioni più controversi della storia del calcio. Condannato in eterno ad essere ricordato più per una testata che per i suoi straordinari gesti atletici, per i suoi movimenti da giudoka palla al piede, per la sua capacità di far scomparire la palla e poi farla riapparire altrove, magari in fondo alla rete… Nel film tutti questi elementi sono contenuti. In una sola partita sembra concentrato tutto ciò che l’uomo e lo sportivo è, nel bene e nel male, con il suo strano modo di muoversi per il campo assorto in un silenzio oscuro, con i suoi lampi di genio ma anche di follia… la grande condanna dei veri geni.
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IN LIBRERIA

ZIDANE. Un ritratto del XXI secolo

Pubblicato da Feltrinelli. Collana Real Cinema

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DVD + Libro in cofanetto indivisibile
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IL TRAILER ORIGINALE

Buona Visione!